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roberto

1 Gennaio 1970 1 commento

Staminali, la mossa del ministro «Sì alla ricerca sugli embrioni»
Corriere della Sera – Quotidiano: Cronache – 31 maggio 2006 | Web

Staminali, la mossa del ministro «Sì alla ricerca sugli embrioni»

Mussi ritira la «pregiudiziale etica» e si schiera con il fronte laico della Ue

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES – LItalia apre alla ricerca europea sulle cellule staminali, comprese quelle estratte dagli embrioni. Il ministro per lUniversità e la ricerca, Fabio Mussi, lo ha annunciato ieri a Bruxelles, dove ha partecipato al Consiglio competitività. «Ho ritirato il sostegno alla dichiarazione etica contro lo sviluppo nella Ue della ricerca sulle staminali, firmata nel novembre scorso da Germania, Austria e altri Paesi», ha detto Mussi. La decisione, che ha subito suscitato le polemiche dellopposizione, ha unimportante ricaduta italiana: «Spero di trovare spiragli per cambiare la legge nel nostro Paese», ha aggiunto il ministro diessino, ottenendo lappoggio «a titolo personale» dalla collega Emma Bonino (Politiche comunitarie e Commercio estero).

DOPPIO FRONTE – Mussi, dunque, a sorpresa, apre un doppio fronte di intervento, sullasse Roma-Bruxelles. Nella maggioranza si accende la discussione su come modificare la legge sulla fecondazione assistita, la numero 40 approvata nel 2004 dal centrodestra e uscita indenne dal referendum abrogativo del 12-13 giugno 2005 (non valido per mancanza di quorum). Il presupposto della legge 40 è la massima tutela dellembrione (lovocita femminile fecondato dallo spermatozoo): le norme consentono di utilizzarne al massimo tre per procurare la gravidanza. In altri Paesi (Belgio e Spagna per esempio) non esistono limiti e anzi gli embrioni si possono congelare e utilizzare in un secondo momento, oppure se non sono più necessari per la fecondazione («sovrannumerari») vengono messi a disposizione dei ricercatori. Ed è proprio qui che Mussi vede «margini di azione» e «possibilità di dialogo anche con le componenti cattoliche della coalizione, basta vedere le recenti aperture di Rosy Bindi». Il ministro diessino tiene a precisare che «bisogna rispettare la legge, ma basterebbe poter destinare alla ricerca scientifica le cellule staminali ricavate dagli embrioni sovrannumerari».

POLEMICHE ITALIANE – Nella scorsa legislatura il leader della Margherita, Francesco Rutelli, aveva presentato un progetto di legge che ammetteva limpiego per usi scientifici di cellule staminali adulte, fetali, oppure estratte dal cordone ombelicale. Il testo escludeva, però, le cellule embrionali e per questo motivo fu firmato anche da parlamentari dellUdc, a cominciare da Rocco Buttiglione. Ora Mussi vorrebbe fare «un passo avanti». Le reazioni del centrodestra sono aspre. Lo stesso Buttiglione preannuncia una mozione di sfiducia contro il neoministro, mentre Gianni Alemanno (An) chiede che Mussi riferisca in Parlamento e lex titolare delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri (An), si dichiara «sdegnato». Leuroparlamentare di Forza Italia, Antonio Tajani, infine, domanda se «Rutelli sia daccordo». Sullaltro versante interviene a sostegno di Mussi loncologo ed ex ministro Umberto Veronesi: «Da anni sostengo che esistono nei nostri centri embrioni sovrannumerari destinati alla morte sicura e che potrebbero essere molto utili alla ricerca scientifica».
Il dibattito su embrione «sì o no» è complesso: alle ragioni etiche si sommano argomentazioni scientifiche di segno opposto. Cè chi sostiene che solo le staminali adulte assicurino risultati nel contrasto dei tumori, di malattie gravi come lAlzheimer o il diabete avanzato. Ci sono scienziati che, invece, ritengono fondamentale scommettere anche sulle staminali embrionali.

PROGRAMMI EUROPEI – Il confronto, del resto, si sta sviluppando su scala europea. Negli ultimi cinque anni la Ue ha finanziato, con circa 60 milioni di euro, otto progetti (dagli studi cardiovascolari alla cura del diabete) che sfruttano sia le staminali adulte che quelle embrionali. Le regole, però, sono molto selettive: lutilizzo dellembrione è consentito, caso per caso, solo se i ricercatori sono in grado di dimostrare, tra laltro, che non esistono possibilità alternative di sperimentazione. In questi mesi i ministri stanno discutendo se confermare questi requisiti nellambito del «settimo programma quadro di ricerca scientifica (2007-2013)». Nel novembre scorso si era formata una «minoranza di blocco» composta da sei Paesi: Germania, Austria, Italia, Polonia, Malta e Slovacchia. Questo schieramento chiede di cancellare tutti i finanziamenti europei per sperimentazioni su staminali embrionali. Adesso lItalia si sfila e si colloca sul fronte «aperturista» di 15 Paesi, guidato da Gran Bretagna, Francia, Olanda e Spagna. A questo punto dovrebbero esserci i numeri per approvare il «settimo programma quadro», capitolo embrione compreso.

Giuseppe Sarcina

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roberto

1 Gennaio 1970 2 commenti


“Aids, l´origine del virus negli scimpanzè selvatici”
Repubblica, La – CRONACA – 26 maggio 2006 | Web

ROMA – Il virus dell´Aids ha avuto origine negli scimpanzé selvatici (Pan troglodytes) che vivono in Africa centrale. Lo scrivono su Science i ricercatori dell´università dell´Alabama che sono andati in Camerun e hanno raccolto le feci di alcuni primati. Il virus originario si presenta negli escrementi degli animali in due differenti versioni, corrispondenti a due ceppi della malattia. Il salto di specie verso l´uomo sarebbe avvenuto all´inizio del XX secolo, probabilmente dopo che alcuni individui hanno ucciso e mangiato i primati ammalati. Il focolaio iniziale dell´epidemia, secondo la studiosa Beatrice Hahn che ha firmato lo studio, sarebbe da localizzarsi a Kinshasa, nella Repubblica democratica del Congo. Il primo caso di Hiv umano fu riscontrato in un abitante di questa città nel 1959.

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