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Archivio Novembre 2003

Articolo tratto da www.ciaoweb.it

25 Novembre 2003 Commenti chiusi


Il sesso come la razza
Avvocato chiede almeno un maschio nel collegio giudicante

25 novembre 2003 – In America siamo alla lottizzazione razziale, da noi siamo alla lottizzazione sessuale.

Se il collegio giudicante è fatto tutto di bianchi o il giudice unico è un viso pallido, mentre l’imputato è nero, gli afroamericani si incazzano: non si fidano della “terzietà” dei giudici con la pelle sbiadita e protestano.

Se il collegio giudicante è composto tutto di donne o il giudice unico appartiene al nuovo sesso forte, mentre l’imputato è maschio, l’avvocato difensore vede nero, soprattutto se l’accusa è violenza sessuale.

A Padova l’avvocato Salvatore Frattalone ha avuto il coraggio di esprimere dubbi sull’indipendenza di un collegio costituito da sole donne, chiamato a giudicare un suo cliente maschio accusato di stupro.

E mal gliene incolse, perché la richiesta di “ricusazione” non solo è stata respinta, ma si è ritorta contro l’imprudente legale.

Il presidente del collegio, tal Marta Paccagnella, non si è infatti limitata a respingere in aula la scandalosa richiesta, ma appena uscita dall’aula già invocava vendetta per i corridoi. Subito si è messa all’opera e ha stilato un esposto che ha poi mandato all’ordine degli avvocati di Padova, perché decida come punire il povero Frattalone.

Alla giudicessa si è associato il presidente della sezione penale del Tribunale padovano.

Ma a dimostrare che l’avvocato aveva pienamente ragione, non è il fatto che la richiesta sia stata semplicemente respinta, ma il fatto che sia stata considerata “offensiva”, con ciò dimostrando una ipersensibilità che già di per sé indica mancanza o difetto di pacatezza, serenità e imparzialità.

Il “politicamente corretto” ha colpito ancora.

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Insieme con Di Pietro

15 Novembre 2003 Commenti chiusi

Pubblico volentieri questa e-mail perchè l’onorevole Di Pietro è persona schietta e franca.

Da: Antonio Di Pietro
Data: sabato 15 novembre 2003 12.43.47
I MOTIVI PER CUI IDV VIENE ESCLUSA DALLA LISTA UNICA

Cari amici,
pongo una questione di metodo che vorrei si esaminasse nelle discussioni che la Margherita e i DS affrontano nelle riunioni di questi giorni in merito alla lista unica per le Europee.
Dicono (nei giornali perché a me non lo dicono nemmeno) che l’Italia dei Valori deve restare fuori dal progetto perché non sarebbe un partito riformista e perché la lista unica è riservata ai partiti dell’Ulivo e non a forze politiche esterne.
Entrambe le affermazioni sono ambigue, fuorvianti e servono solo per nascondere la reale ragione per cui ci escludono: non vogliono confrontarsi sui seguenti temi che noi vogliamo porre sul tappeto del programma:
1. l’incompatibilità delle candidature per le persone condannate definitivamente per reati gravi;
2. il divieto dei doppi incarichi (parlamentari italiani ed europei, amministratori locali e parlamentari);
3. la necessità di un’unica tornata elettorale (amministrative, europee, referendum) per risparmiare denaro pubblico, per disturbare meno i cittadini e per permettere a tutti di partecipare);
4. l’impegno diretto delle forze politiche nel sostenere le ragioni del referendum contro il lodo Schifani per cui l’Italia dei Valori ha raccolto le firme;
Domando ai signori segretari del centrosinistra: sono queste ragioni per dire che noi non siamo un partito riformista? Ed allora che vuol dire essere riformisti? Forse chiudere un occhio o tutti e due sulla questione morale? Oppure adattare le elezioni ai propri bisogni e non a quelli della collettività? Far spendere più soldi all?erario quando se ne possono spendere meno? Anche noi dell?Italia dei Valori ci riconosciamo come voi appieno nel ?documento Prodi?. Addirittura io e Rutelli militiamo al Parlamento Europeo nello stesso eurogruppo, l’ELDR. Perché allora due pesi e due misure?
E che vuol dire l’affermazione secondo cui la ?lista unica? resta chiusa a noi perché non siamo dell?Ulivo? Prima che non lo eravamo ci avete rimproverato per non esserlo e adesso che vogliamo starci ci dite che non possiamo. Anche il Partito Repubblicano Europeo prima non era dell?Ulivo (tanto è vero che si è presentato da solo alle passate elezioni politiche). Eppure il PRE è stato inserito nella ?lista unica? e l?Italia dei Valori no. Perché anche in questo caso due pesi e due misure?
La verità è una e una sola: l?Italia dei Valori è una forza politica di cui vorreste volentieri farne a meno perché scuote le vostre coscienze, perché non volete affrontare alla radice la questione morale che essa rilancia, perché volete nascondere la testa sotto la sabbia per non vedere. Sapendo, però, di avere bisogno di noi per vincere le elezioni volete tenerci ibernati per utilizzarci solo al momento delle elezioni e solo per fare cassetta elettorale. A questo gioco al massacro non ci stiamo. Per una questione di dignità personale e di rispetto verso quegli elettori che ci hanno dato la loro fiducia che speriamo si rendano conto dell’inganno e ne traggano le conseguenze.
On. Antonio Di Pietro
Presidente Italia dei Valori

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