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Archivio Luglio 2004

Addio Elena, Guerriera della luce.

29 Luglio 2004 19 commenti

Ciao Elena Mia Dolce Cara Amica.
E’ stato bello conoscerti, sentire la tua voce. Una voce bella, intensa che non si dimentica. Eri in vacanza a Senigallia ed io ti ho telefonato per chiederti se ti piaceva il mare adriatico, ti ricordi? Sono passati pochi giorni ma ora è diventata eternità. Mi hai raccontato di San Marino, ti è piaciuto molto ma eri rammaricata di non averlo potuto visitare tutto, che peccato…hai comprato una spada come ricordo ed altre cose eri felice!! Mi volevi venire a trovare a rimini in taxi…….ti ho risposto ,ma scherzi sono tanti i chilometri. Sei fantastica!!! Mi manchi Cara Amica Mia ora ancora di più.
Con affetto
Roberto

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Ai figli anche solo il cognome della madre

28 Luglio 2004 12 commenti


I giudici: da ripensare tutte le leggi che regolano la materia
«Ai figli anche solo il cognome della madre»
La Cassazione chiede l’intervento della Corte costituzionale: discriminatorio imporre quello del padre.
ROMA – I figli potranno prendere il cognome della madre?

Riferimenti: http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2004/07_Lug

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Complimenti papà

23 Luglio 2004 4 commenti
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Onu, un voto contro il muro "Israele deve abbatterlo"

21 Luglio 2004 10 commenti


Onu, un voto contro il muro
“Israele deve abbatterlo”

Quasi unanime l’assemblea generale delle Nazioni Unite: 150 Paesi favorevoli al documento, 6 contrari e 10 astenuti. Il “no” degli Stati Uniti: “Troppo sbilanciato”. Il “sì” di tutti e 25 membri della Ue. Ma il testo che definisce “illegale” la barriera non è vincolate per il governo di Sharon

http://www.repubblica.it/2004/e/sezioni/esteri/moriente9/barrier/barrier.html
Riferimenti: http://www.repubblica.it/2004/e/sezioni/esteri/moriente

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Per non dimenticare

18 Luglio 2004 10 commenti

A Doerverden, in Sassonia, Jürgen Rieger acquista un podere
“per ricerche sulla fertilità femminile”. Ma i cittadini hanno paura
Il nazista sbarca nel villaggio
“Vuole ricreare la razza ariana”
Nel 1998 avviò un progetto razzista in Svezia. Che fallì

di DAVIDE VARI

Riferimenti: http://www.repubblica.it/2004/g/sezioni/esteri/nazista/

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Giovedì a Roma migranti e ong in piazza contro la Bossi-Fini

15 Luglio 2004 9 commenti


Interni
Giovedì a Roma migranti e ong in piazza contro la Bossi-Fini
di red

Code infinite e attese senza tempo per un permesso, code per depositare le impronte digitali, poco personale specializzato nelle questure e poi la vicenda della Cap Anamur. Per la sanatoria, contro l’inumana legge Bossi-Fini e almeno per la semplificazione delle procedure di regolarizzazione degli immigrati: su queste parole d’ordine una manifestazione è stata promossa da un ampio cartello di associazioni antirazziste e ong, con la partecipazione di alcuni partiti della sinistra si svolgerà a Roma, giovedì 15 luglio con concentramento alle 16 in piazza Cavour.
Riferimenti: http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=HP&TOPIC_TIPO

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Meno tasse? Ecco chi non vuole.

10 Luglio 2004 16 commenti
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Meditate gente…..meditate……

8 Luglio 2004 5 commenti


tratto dal corriere della sera

Il rapporto Onu: nel mondo 5 milioni di persone colpite in un anno

Aids, mai tanti casi come nel 2003

ROMA – Nel 2003 almeno 5 milioni di persone in tutto il mondo si sono infettate con il virus dellAids, una cifra mai raggiunta in passato per un solo anno. Di queste, 1,1 milioni vivono in Asia che sta così diventando il nuovo palcoscenico dellepidemia. Secondo lultimo rapporto dellOnu diffuso ieri, a pochi giorni dallapertura della XV Conferenza internazionale sullAids che si terrà a Bangkok, lAsia, dove vive il 60 per cento della popolazione mondiale, conta ormai 7,4 milioni di infetti. «Questo continente si trova oggi nella stessa situazione dellAfrica 15 anni fa» commenta Giuseppe Ippolito dellIstituto Spallanzani di Roma, durante una conferenza stampa svoltasi nella capitale.

IL BOOM ASIATICO – Benché lAfrica continui a essere il continente più colpito dallepidemia con 25 milioni di sieropositivi, è la situazione asiatica che preoccupa di più, soprattutto in Cina, dove 10 milioni di persone potrebbero contrarre il virus entro il 2010, Indonesia e Vietnam. In India il numero stimato di sieropositivi ha già raggiunto i 5,1 milioni e lIndia diventa così il Paese, insieme al Sudafrica, con il più alto numero assoluto di infetti. «LAsia – ha commentato Antonella DArminio Monforte, dellUniversità di Milano – non ha imparato la lezione della Thailandia dove la prevenzione e luso del preservativo, che qui non incontra resistenze culturali come avviene invece in Africa, hanno determinato un crollo dei contagi». Nella popolazione asiatica le categorie più colpite sono quelle dei tossicodipendenti, delle prostitute, dei loro clienti e dei partner di questi ultimi. «Oggi abbiamo però capito – puntualizza Giampiero Carosi, dellUniversità di Brescia – come sia difficile agire sul comportamento umano, soprattutto su quello sessuale. Convincere qualcuno a mettere una mascherina per prevenire la Sars è più semplice che convincerlo a usare il preservativo. Infatti la Sars è sotto controllo, lAids dilaga».

NEL MONDO – Complessivamente, nel mondo, vivono 38 milioni di sieropositivi e di malati di Aids, tre milioni in più rispetto al 2001. E altri punti «caldi» per lespansione del virus sono lEuropa dellEst e lAsia centrale: in queste aree il contagio è dovuto soprattutto alluso di droga. La maggior parte delle persone infette (in totale 1,3 milioni) sono al di sotto dei 30 anni; Estonia, Lituania, Federazione Russa e Ucraina sono le regioni più colpite. Secondo Peter Piot, responsabile del programma dellOnu per la lotta allAids (Unaids), nonostante negli ultimi anni i finanziamenti siano aumentati, i governi si siano impegnati di più sul piano politico e la possibilità di accedere alle cure contro lAids si sia ampliata, lepidemia continua a correre più veloce della risposta mondiale. Le spese globali in favore della lotta allAids sono passate dai 300 milioni di dollari del 1996 ai quasi 5 miliardi nel 2003, ma sono ancora pari alla metà dei bisogni per i Paesi in via di sviluppo fino al 2005. Secondo le nuove stime dellUnaids infatti, saranno necessari circa 12 miliardi di dollari per finanziare la lotta globale contro il virus entro il 2005 e 20 miliardi entro il 2007.

IN ITALIA – Il «nuovo» sieropositivo italiano è maschio, single, colto e attorno ai 37 anni. Nella metà dei casi, ha contratto linfezione con luso di droghe e, nellaltra metà, attraverso i rapporti sessuali, soprattutto occasionali. Lidentikit emerge dal rapporto Icona, uno studio che coinvolge 70 centri di infettivologia italiani e fornisce dati su persone che si scoprono sieropositive e non hanno mai seguito terapie. Lo studio comincia a comprendere anche extracomunitari, ma si tratta, per ora, di persone integrate, che lavorano, fanno riferimento a strutture sanitarie e sono in prevalenza donne. «Il problema degli extracomunitari sieropositivi – sottolinea Mauro Moroni, dellUniversità di Milano – comporterà un aumento dei costi e diventerà sempre più importante con il progressivo instaurarsi della devolution. Una circolare della Regione Lombardia di qualche giorno fa prevede che un cittadino italiano sieropositivo faccia riferimento alla sua Regione di origine per avere alcuni dei farmaci anti Aids gratis. Per gli extracomunitari possiamo ora contare soltanto su fondi europei».

A. Bz.
Corriere della sera
07 luglio 2004
Interni

Foto: Campagna anti-Aids in Thailandia (Reuters)

Riferimenti: http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2004/07_Lug

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Via ai mondiali antirazzisti – Ma il calcio italiano diserta

6 Luglio 2004 4 commenti


Montecchio, da domani all’11 luglio ottava edizione del torneo
In campo ultras, immigrati e rappresentanti di associazioni Via ai mondiali antirazzisti
Ma il calcio italiano diserta

“Come al solito nessun giocatore si è degnato di intervenire”
di MATTEO TONELLI

ROMA – Il Chievo ha inviato una lettera di sostegno, magliette e gagliardetti. Il Pescara un messaggio e il Brescia alcuni gagliardetti autografati da Roberto Baggio. Eccolo il contributo che il calcio italiano ha deciso di dare ai mondiali antirazzisti di Montecchio. Una manifestazione che, in nome della lotta al razzismo e contro ogni forma di discriminazione, mette insieme seimila partecipanti e 168 squadre in rappresentanza di 40 paesi che si ritroveranno da domani all’11 luglio nel Parco Enza di Montecchio a Reggio Emilia. Ultras italiani ed europei e comunità di extracomunitari che si sfideranno su decine di campi da calcio. Tante gente, anche tra cui Paul Elliot, ex-difensore di Celtic, Chelsea, Pisa e Bari, che giocherà e parteciperà anche a un incontro dibattito il 10 luglio nella Piazza antirazzista, lo spazio allestito per gli incontri.

Assenti, invece, giocatori e dirigenti italiani. Carlo Balestri, responsabile di ‘Progetto ultrà’, lo dice a chiare lettere: “In Italia è sempre difficile recuperare personaggi che si interessino a queste tematiche. Noi abbiamo chiamato tutte le società di calcio, anche più di una volta, ma ci hanno risposto solo in tre. Purtroppo noi non conosciamo direttamente i calciatori, quindi è impossibile convincerli a partecipare”.

Nel corso degli anni sono molti i passi avanti fatti dalla manifestazione organizzata da ‘Progetto Ultrà’, Uisp e dall’Istituto per la storia della resistenza e della società contemporanea di Reggio Emilia, in collaborazione con la rete Fare (Footbal against racism) e il sostegno di Regione Emilia-Romagna, Provincia di Reggio Emilia e Comune di Montecchio. Partita nel ’96 con 80 partecipanti, è cresciuta negli anni fino all’edizione 2004. Quest’anno ci saranno anche ragazzi provenienti dalla Macedonia, dal Cile e dal Kosovo. Nulla da fare invece per una rappresentativa di nigeriani di Lagos che non sono riusciti a ottenere il visto. Ci saranno inveve 13 ragazzi palestinesi di Deheisheh, arrivati in Italia nell’ambito della campagna “Sport sotto assedio” e con il contributo dell’associazione Jalla, dell’associazione sportiva Salah e grazie al contributo di ultras di varie tifoserie.

Le squadre disputeranno quasi 500 partite. Tutte rigorosamente senza arbitro. Senza moviola e senza le esasperazioni del calcio moderno che a Montecchio sembra lontano anni luce.

Foto “I mondiali dell’anno scorso ”

(6 luglio 2004)

Riferimenti: http://www.repubblica.it/2004/g/sezioni/sport/montecchi

UNA RICERCA AMERICANA

6 Luglio 2004 Commenti chiusi


la stampa on line
05 Luglio 2004

UNA RICERCA AMERICANA

Così funzionano
le cellule staminali

Daniela Daniele
Pilotate da unintelligenza che pare autonoma, grazie al loro fiuto infallibile per laria viziata, le cellule staminali sono in grado di muoversi nellorganismo senza perdere lorientamento, e puntano dritte alla meta per andare a riparare i danni ai tessuti. A scoprire la loro tattica, e le molecole che fungono da richiamo, è stata lequipe di Geoffrey Gurtner, della New York University.
Gli scienzati, il cui lavoro è stato accolto da «Nature Medicine», sostengono che imitando i meccanismi molecolari scoperti, il comportamento naturale delle cellule riparatrici potrebbe essere intensificato fino al punto da incrementare l’efficienza della riparazione messa in atto allinterno del nostro corpo dopo un danno, in seguito a un trauma, un infarto oppure un ictus.
Il loro viaggio, come spiega Gurtner, incomincia quando, nei pressi della lesione avviene un danno ischemico, ossia una carenza di ossigeno. Questo ambiente malsano fa attivare una molecola che è stata chiamata fattore 1 indotto da ipossia (Hif-1), la quale, a sua volta, ha il compito di attivare altre molecole.
Tra queste, una è già nota ai ricercatori perché nel midollo osseo organizza il reclutamento di staminali circolanti della linea del sangue: è il fattore Sdf-1. Il gruppo di Gurtner ha osservato che il comportamento delle staminali indotto dal fattore Sdf-1 nel midollo e nella regione colpita dall’ischemia è del tutto corrispondente. Le staminali, dunque, accorrono nella zona danneggiata richiamate dallo sdf-1, che funziona come unesca.
Gli scienziati credono che possa esistere un meccanismo capace di attivare tutto l’ingranaggio, partendo dalla stimolazione del fattore hiF-1. Il traguardo, pertanto, potrebbe essere quello di manipolare il fattore hif-1, fino a ottenere, in futuro, un’autoriparazione completa della lesione. Ma siamo ancora ai primi passi. E quanto è lontano questo futuro?
Giorgio Zamboni, esperto di genetica ed etica dellUniversità di Verona, suggerisce prudenza. «Dalla rozza constatazione che le cellule staminali possono avere moltissimi effetti, fra i quali la riparazione di tessuti malati – osserva -, ora la ricerca si indirizza verso i meccanismi biologici e i vari fattori che giustificano questa azione».
Molti scienziati che stanno lavorando a questi progetti, in tutto il mondo. Ma quanto tempo ci vorrà prima che le conoscenze acquisite possano avere unapplicazione pratica? «Passeranno anni – risponde il professor Zamboni -. E evidente che, a questo punto, ogni più piccola scoperta viene reclamizzata dalle varie équipes che hanno bisogno di continuare a ricevere fondi per proseguire nei loro studi. Del resto, lutilizzo delle staminali è senzaltro il futuro della medicina. Naturalmente, dalla visione che si ha in laboratorio allapplicazione pratica, passa sempre molto tempo. Anche perché, certe scoperte che si fanno in vitro, purtroppo, non sempre trovano corrispondenza nellapplicazione in vivo».

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