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Archivio Agosto 2004

Olanda, sì all´eutanasia sui bambini

31 Agosto 2004 5 commenti

- Repubblica – quotidiano, La
- 31 agosto 2004Pagina 11 – Cronaca

Olanda, sì all´eutanasia sui bambini.

I giudici: “Solo se incurabili e non sopportano più il dolore”. È la prima volta

Finora la legge del paese vietava di praticare la dolce morte sui pazienti di età inferiore ai dodici anni
L´autorizzazione dei magistrati alla clinica universitaria di Groningen Le proteste: “Eugenetica mascherata”
Un anno di trattative per arrivare a mettere a punto un protocollo con norme severissime

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
ANDREA TARQUINI

BERLINO – Se un bambino è malato incurabile afflitto da sofferenze atroci, se non sopporta più la tortura del cancro e non ce la fa più a vivere, i genitori potranno chiedere ai medici di ucciderlo per liberarlo dal dolore. E nel rispetto di condizioni severe i medici potranno praticare questa eutanasia infantile. La svolta nella legislazione e nell´etica medica viene ancora una volta dall´Olanda, il primo paese dove la “dolce morte” è divenuta esplicitamente legale. La notizia lacera le coscienze del mondo. Secondo la giustizia batava, che ha autorizzato l´eutanasia dei bimbi in una clinica universitaria, è solo un gesto umanitario disperato davanti a terribili casi-limite. Ma i critici parlano di «eugenetica mascherata»: la soppressione dei piccoli malati incurabili sarebbe secondo loro un taglio alle spese travestito, una fuga dalla morale che avvicina il nostro tempo alla criminale selezione etnica praticata dai medici nazisti.
L´accordo sulla dolce morte per i bambini senza speranza è stato concluso, dopo più di un anno di trattative, tra le autorità giudiziarie olandesi e la clinica universitaria della ricca città settentrionale di Groningen. Il protocollo, spiega il dottor Eduard Verhagen, direttore della clinica, stabilisce con estremo rigore, passo dopo passo, quali procedure i medici debbono adottare per affrontare il dramma dei bimbi martoriati dal dolore. «È un accordo concluso in base alla legislazione esistente», spiega Verhagen. Nell´aprile 2002, il Parlamento olandese fu il primo al mondo a varare una legge che autorizzata l´eutanasia per i malati incurabili dai 12 anni in su in caso di sofferenze intollerabili. Fino ai 16 anni di età del malato, il consenso dei genitori è indispensabile.
Il protocollo di Groningen introduce una svolta radicale in quella che già è la più permissiva e discussa legislazione al mondo sull´aiuto medico a morire agli infermi che ne fanno richiesta «esplicita, ragionata e ripetuta». L´intesa stabilisce che l´eutanasia può essere praticata sui bambini anche al di sotto dei 12 anni, e persino sui neonati. Ovviamente, neonati e bimbi piccolissimi non sono in grado di chiedere di essere soppressi. E la legge olandese in questo senso non consente ai genitori di sostituirsi alla volontà del piccolo sventurato. Un ruolo cruciale è dunque affidato ai medici: rischiano di vedersi investiti delle scelte decisive.
Uno dei punti fondamentali del protocollo di Groningen è che, oltre al parere favorevole di tre esperti come richiesto in generale dalla legge sull´eutanasia, la soppressione di un bimbo sotto i 12 anni straziato dalle sofferenze abbia anche il nulla osta di un medico indipendente. È un disperato gesto umanitario o una strage degli innocenti? In realtà, ha spiegato ieri sera il dottor Verhagen, già adesso l´eutanasia olandese è applicata anche ai bimbi. Ogni anno la dolce morte «libera dai dolori» circa ottocento bambini olandesi. Di questi, continua Verhagen, «almeno una ventina hanno un´esistenza è talmente terribile, insopportabile, disperata da far preferire la morte».
Sarebbe insomma una situazione ben diversa dall´eugenetica nazista. I medici hitleriani sopprimevano a forza con iniezioni letali bimbi sani perché ebrei o zingari, o spesso anche soltanto perché risultavano lenti ad apprendere a scuola, contro la volontà dei genitori o senza informarli. Gli infanticidi di Stato del Terzo Reich erano protetti dalla tirannide. In Olanda un medico che toglierà la vita a un bimbo per liberarlo dal dolore saprà di agire sempre a rischio. Attualmente la magistratura batava ha sei mesi di tempo per esaminare ogni caso di eutanasia e decidere se procedere o no contro i medici. Il protocollo di Groningen dimezza i tempi, da sei a tre mesi. «Ma i medici non saranno mai garantiti dal rischio di un processo», dice Verhagen. Resta anche da vedere se l´Olanda diverrà meta di un triste turismo a caccia della dolce morte per bimbi incurabili. Un altro paese europeo, la Svizzera, che autorizza associazioni mediche a dare la morte agli adulti stanchi del dolore, è già visitato da molti malati che scelgono il suicidio per disperazione e sofferenza.

Riferimenti: http://www.repubblica.it/

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Olanda, autorizzata l’eutanasia anche per i bambini sotto i 12 anni

31 Agosto 2004 Commenti chiusi

- Corriere della sera – Quotidiano
- 31 agosto 2004 La magistratura ha esteso la possibilità già prevista per i più grandi dalla legge sulla «dolce morte». Verrà praticata solo in una clinica con un «protocollo rigidissimo»

Olanda, autorizzata leutanasia anche per i bambini sotto i 12 anni

Quando in nessun Paese al mondo era possibile, il governo dellAja aveva già provveduto a legalizzarla. E in tema di eutanasia lOlanda si conferma ancora una volta lapripista. A fare scalpore, stavolta, è unautorizzazione della magistratura che consente alla clinica di Groningen di applicare la «dolce morte» anche ai bambini con meno di 12 anni. Nei Paesi Bassi leutanasia è depenalizzata dal 1994. Ma la legge entrata in vigore nel 2002 autorizzava questo metodo estremo solo sui pazienti che avessero superato i 12 anni. E in ogni caso, rendeva obbligatoria fino ai 16 lautorizzazione dei genitori. Ora, invece, sarà possibile applicarla anche ai pazienti non ancora adolescenti affetti da patologie incurabili. Inclusi i neonati. Ma la «corretta» applicazione delleutanasia, sottolinea il responsabile della sezione pediatrica della clinica olandese, sarà garantita da un protocollo severissimo. Sono state fissate una serie di regole insindacabili, che hanno richiesto circa un anno di lavoro. Prima fra tutte, quella che obbliga ad ascoltare un secondo parere medico sulle condizioni del bambino. Il nuovo protocollo dimezza anche i tempi a disposizione del pubblico ministero che ora avrà solo tre mesi per decidere se perseguire o meno un medico che pratica leutanasia. Tuttavia, ciò non impedisce linizio di uneventuale azione giudiziaria. Perché la decisione, in ultima istanza, spetta comunque al ministero della Sanità.
Il provvedimento olandese ha suscitato immediato scalpore. Durissima la reazione del presidente del Comitato nazionale di bioetica, Francesco DAgostino: «È solo un modo per giustificare la soppressione di vite, in questo caso di bambini, che rappresentano un peso, anche a livello economico, per la società e il sistema sanitario». Una sorta di «pseudo-eugenetica di Stato malcelata». Perché nessuna malattia terminale, precisa, può giustificare il ricorso alleutanasia. A prescindere dalletà del paziente. Anche le sofferenze più acute «vanno combattute con la medicina palliativa e non con la morte». Sarebbe un paradosso, infatti, «uccidere un essere umano per liberarlo dal dolore». Ma per il presidente del Comitato di bioetica spesso la sofferenza nella malattia si invoca solo «per giustificare la soppressione di malati portatori di patologie incurabili».
In ogni caso, sulleutanasia è necessario assumere una posizione chiara. Il tema infatti non ammette aperture o mediazioni. «O si difende la vita in modo rigoroso – spiega DAgostino – oppure, se si introducono delle eccezioni, come è accaduto in Olanda, i casi finiscono con il moltiplicarsi fino a situazioni estreme».
Secondo alcune ricerche nei Paesi Bassi ogni anno viene interrotta la vita a circa 800 bambini senza speranza. Leutanasia è legale anche in Belgio, dove può essere applicata solo a partire dai 18 anni. In Francia e in Italia è tollerata solo quella «passiva», cioè lassenza di azione terapeutica. Anche in Danimarca un paziente può chiedere di interrompere ogni trattamento medico. In Germania invece la Corte dappello ha aperto la strada per lautorizzazione delleutanasia alle persone in coma irreversibile. In Gran Bretagna, dove il suicidio assistito è illegale, la giustizia ha autorizzato alcuni medici ad abbreviare la vita di malati tenuti in vita artificialmente.

M. Gen.

Interni

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Tumori al polmone, una cura dal Bellaria

30 Agosto 2004 Commenti chiusi

- Repubblica – quotidiano, La
- 27 agosto 2004

Pagina IX – Bologna
LA RICERCA
Nuove scoperte sperimentando un farmaco

Tumori al polmone, una cura dal Bellaria

Sono 106 i malati coinvolti nello studio guidato dal prof. Cappuzzo

Novità importanti per la cura del tumore al polmone non a piccole cellule: è quanto fa sperare una ricerca tutta italiana, coordinata dall´ospedale Bellaria, azienda Ausl di Bologna, insieme all´Istituto scientifico San Raffaele di Milano e al Policlinico Monteluce di Perugia, pubblicata nei giorni scorsi dal prestigioso “Journal of the national cancer institute”, tra le riviste scientifiche più accreditate nella letteratura mondiale.
La ricerca, coordinata da Federico Cappuzzo, medico del dipartimento di scienze oncologiche dell´ospedale Bellaria, ha consentito di identificare fattori biologici correlati alla sensibilità ad un nuovo farmaco (gefitinib), oggi ancora in fase sperimentale e dunque non in commercio, che si è dimostrato particolarmente efficace in un determinato gruppo di pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule, che rappresenta ad oggi la principale causa di morte per cancro in Italia.
La ricerca, condotta su 106 pazienti, ha dimostrato una correlazione significativa tra l´efficacia del farmaco e l´attivazione di una proteina (akt) che protegge le cellule tumorali impedendone la morte. Infatti, i pazienti che presentano un´attivazione della proteina akt sono risultati più sensibili al trattamento con il farmaco, che si è rivelato invece inefficace in coloro che non presentavano l´attivazione della proteina. Tale ricerca ha consentito quindi di poter definire con maggior precisione quando e su quali pazienti questo farmaco ha effetto, o quando, al contrario, non influisce sul decorso della malattia.
La ricerca rientra in un progetto più ampio, che vede l´azienda Ausl di Bologna operare insieme al Colorado cancer center di Denver, Stati Uniti, dove alcuni medici oncologi del Bellaria sono da mesi impegnati in una ricerca, nel tentativo di valutare in maniera più ampia e completa gli effetti del nuovo farmaco, per poter identificare con precisione assoluta quali pazienti possono davvero trarre beneficio dal suo impiego.

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«Embrione con Dna umano e ovulo di mucca

30 Agosto 2004 1 commento

- Corriere della sera – Quotidiano
- 30 agosto 2004
CLONAZIONE
«Embrione con Dna umano e ovulo di mucca» Lannuncio choc di uno scienziato controverso

Laccusa di essere un nuovo dottor Frankenstein se lera guadagnata già in gennaio, rivelando di aver trasferito un embrione umano clonato nel grembo di una donna. Due settimane dopo, però, dichiarò fallito lesperimento. La paziente, di cui nessuno ha mai provato lesistenza, non era rimasta incinta. Ieri il controverso scienziato statunitense Panos Zavos è tornato alla ribalta con un nuovo annuncio choc. Avrebbe creato un embrione ibrido dal Dna di una bambina e lovulo di una mucca. Martedì a Londra, nel corso di un convegno, Zavos spiegherà in un video i dettagli dellesperimento. Ma questa volta cè già una prima conferma. Arriva dalla mamma di Cady, una bambina inglese morta a 11 anni in un incidente stradale. Nellagosto 2002 la donna contattò Zavos, che lavora alluniversità del Kentucky, e gli consegnò un campione di sangue della figlia, da cui lo scienziato ha ricavato il Dna poi impiantato in alcuni ovuli di mucca, «perché più grandi di quelli umani, e quindi più facili da manipolare» spiega lo scienziato. Che assicura: «Le cellule hanno cominciato a riprodursi. Arrivate a 64, ho interrotto la clonazione e distrutto gli embrioni». Zavos, da tempo nel mirino della comunità scientifica internazionale, per ora ripete di non voler risuscitare nessuno. Ma la mamma di Cady, in unintervista alla tv inglese Channel Four , ha dichiarato: «Mia figlia era tutto per me. Anche se cè una sola possibilità su un miliardo che la clonazione funzioni, voglio che sia fatta».

Interni

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RICERCA: SVELATO IL PIACERE DELLA VENDETTA

28 Agosto 2004 1 commento

- Libero
- 26 agosto 2004

18:06 RICERCA: SVELATO IL PIACERE DELLA VENDETTA

Washington, 26 ago. (Adnkronos) – Sara’ anche un piatto da servire freddo, ma in ogni caso vendicarsi regala piacere. Lo rivela un nuovo studio sul cervello, secondo il quale gli esseri umani traggono soddisfazione dando una lezione a chi si e’ comportato male. Costi quel che costi. Una ricerca che potrebbe spiegare perche’ si rimproverano le persone che hanno abusato della fiducia altrui o non hanno rispettato le regole sociale, anche se questo non comporta benefici pratici. Nello studio, pubblicato sul prossimo numero di ‘Science’, il team svizzero diretto da Dominique de Quervain ha ‘fotografato’ l’attivita’ cerebrale di un gruppo di volontari maschi, impegnati in un gioco con l’obiettivo di far fruttare del denaro. I giocatori potevano rimproverarsi l’un l’altro, se l’investimento di un singolo non portava un beneficio comune. Ebbene, quasi nessuno rinunciava alla reprimenda, anche se questa comportava un’ulteriore spesa per colui che la impartiva.

Adnkronos

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Pillola dell´aborto "sì" del ministero ma in ospedale

28 Agosto 2004 1 commento

- Repubblica – quotidiano, La
VENERDÌ, 27 AGOSTO 2004
Pagina IX – Torino

Soddisfatto Guariniello, il via quest´autunno

Pillola dell´aborto “sì” del ministero ma in ospedale

SARAH MARTINENGHI

Ultimi dettagli burocratici e ultime discussioni fervono ancora intorno alla RU486, la pillola dell´aborto, ormai prossima all´avvio della sua prima sperimentazione all´ospedale ginecologico Sant´Anna. Per il via ufficiale si dovrà aspettare qualche settimana in più del previsto. «Si pensava di iniziare ad ottobre ? spiega Silvio Viale, ginecologo e responsabile del progetto ? slitteremo invece di qualche settimana». Manca infatti la firma del direttore generale sull´atto di delibera ufficiale. «Il documento – assicura Viale – sarà pronto entro quindici di giorni». Il Ministero della Salute ha ormai dato il suo consenso all´ospedale e sul tavolo del pm Raffaele Guariniello è arrivato il parere favorevole del consiglio superiore di Sanità. Il pm in passato aveva espresso qualche perplessità al Ministero su una semplice questione normativa: la legge sull´aborto prescrive infatti che l´interruzione di gravidanza possa essere fatta solo in sede ospedaliera. Il protocollo del Sant´Anna prevede invece il day-hospital. Secondo il magistrato con l´assunzione della pillola Ru486 in ospedale, l´aborto sarebbe anche potuto avvenire qualche ora dopo l´uscita dal nosocomio, a casa, con il rischio di un´eventuale emorragia. Guariniello è ora soddisfatto della risposta data dal Ministero: «La sperimentazione è legittima solo in ambito ospedaliero fino al completamento dell´aborto e delle cure del caso». Il Sant´Anna ha dovuto allora aggirare l´ostacolo. «Il nuovo protocollo ? spiega ancora Viale ? prevede che il primo giorno venga somministrata la RU486 in situazione di pre-ricovero. Il tempo di ingerire la pillola e poi la paziente torna a casa, perché la probabilità di abortire è dell´uno per cento. Il terzo giorno invece, quello della somministrazione della prostaglandina (il farmaco vero e proprio che induce l´aborto), verrà disposto il ricovero ordinario oppure il day hospital a seconda del tempo impiegato dalla paziente ad abortire. Infine dopo 14 giorni in regime di post-ricovero sarà fatta l´ecografia di controllo».

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Ultimatum scaduto, al Jazira annuncia: «Baldoni è stato ucciso»

27 Agosto 2004 3 commenti


Esteri
Ultimatum scaduto, al Jazira annuncia: «Baldoni è stato ucciso»di red

È certo: Enzo Baldoni, il giornalista free-lance, collaboratore del settimanale Diario, è stato barbaramente trucidato dai suoi rapitori. La televisione araba al Jazira ne ha dato la notizia, prima con un testo scorrevole fatto passare in sovrimpressione sulle immagini, poi annunciando di essere in possesso di un video. Un funzionario italiano si sarebbe già recato nella sede della televisione, nel Qatar, per visionare le immagini che sarebbero «agghiaccianti» secondo l’ambasciatore italiano a Doha. Alle 18 (le 16 italiane) di venerdì pomeriggio, appena scaduto l’ultimatum, si era diffuso un certo ottimismo, alimentato sia dalle dichiarazioni del Ministero degli Esteri, sia da alcune frasi di Maurizio Scelli, il fin troppo attivo ed onnipresente commissario della Croce Rossa Italiana in Iraq. «Siamo tutti da un lato preoccupati – sono le parole di Scelli -, ma dall’altro siamo convinti che tutto quello che si è fatto da un anno a questa parte per la popolazione irachena ancora una volta darà i suoi frutti». Evidentemente non è bastato.

http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=HP&TOPIC_TIPO=&TOPIC_ID=37223
Riferimenti: http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=HP&TOPIC_TIPO

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Medicina: radiografie tridimensionali per il reimpianto dei denti

27 Agosto 2004 Commenti chiusi

- Corriere della sera – portale
- 25 agosto 2004
Scienze e tecnologia

25 ago 17:19 Medicina: radiografie tridimensionali per il reimpianto dei denti

STOCCOLMA – E’ stata presentata oggi, a Stoccolma, una nuova tecnologia che potrebbe consentire il reimpianto dei denti in tempi molto piu’ brevi rispetto a quelli attualmente necessari. Un team di ricercatori svedesi e belgi hanno elaborato un sistema di radiografia tridimensionale che consente di pianificare molto piu’ facilmente la ricostruzione del dente danneggiato. A rendere piu’ rapida ed efficace la sostituzione c’e’ anche l’impiego dei nuovi innesti in titanio, sui quali viene montata la protesi. (Agr)

Riferimenti: http://www.corriere.it/

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Tumori, scoperta proteina

27 Agosto 2004 1 commento

- Corriere della sera – Quotidiano
- 26 agosto 2004

AMSTERDAM
Tumori, scoperta proteina

Una proteina capace di favorire le metastasi, presente in grosse quantità nei pazienti colpiti dalle forme tumorali più aggressive. Lhanno individuata, studiandone lazione sui topi, gli scienziati del Netherlands Cancer Institute di Amsterdam, che ne hanno poi dato notizia sulla rivista Nature . Il team olandese ha messo a punto una tecnica in grado di rintracciare i geni che rendono le cellule tumorali capaci di sviluppare metastasi; proprio questa tecnica ha consentito lindividuazione della proteina TrkB, già nota per la sua presenza finora inspiegata nei tumori resistenti alle cure. La speranza è quella di rintracciare un principio attivo che riconosca TrkB e ne blocchi lattività.

Interni

Riferimenti: http://www.corriere.it/reload.shtml

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TROPPA ATTESA PER ESAMI MEDICI

26 Agosto 2004 Commenti chiusi

- Libero
- 19 agosto 2004
notizia del 19/08/2004

14:48 TROPPA ATTESA PER ESAMI MEDICI

Secondo un’indagine dell’Osservatorio sulla terza eta’

(ANSA) – ROMA, 19 AGO – I tempi medi per fare un esame medico superano quelli fissati dall’accordo tra Stato e regioni, dice l’Osservatorio della terza eta’.L’organizzazione ha monitorato i tempi d’attesa per le 5 prestazioni diagnostiche piu’ frequenti. Per una mammografia, ad esempio, nel 46,6% dei casi, l’appuntamento e’ fissato dopo 60 giorni dalla prenotazione. L’accordo tra Stato e regioni prevede che il limite massimo di 30 giorni di attesa sia garantito ad almeno l’80% dei cittadini.

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