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Ictus, il nemico è l’infiammazione.

30 Ottobre 2004 6 commenti

Yahoo! Salute
Cardiologia e Metabolismo
giovedì 28 ottobre 2004, Il Pensiero Scientifico Editore

Ictus, il nemico è l’infiammazione.

Sono i livelli di infiammazione e di trombosi e non il grado di stenosi dell’arteria carotidea i fattori più importanti di rischio nell’ictus. A sostenerlo è uno studio italiano, condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università ‘Tor Vergata’ di Roma, coordinato da Giusto Spagnoli e pubblicato sulla rivista Jama.
Solo il 26 per cento dei pazienti con stenosi carotidea di alto grado ha infatti realmente bisogno di essere sottoposto ad interventi chirurgici, che hanno il fine di rimuovere le placche presenti nella carotide. Così come, secondo la ricerca, nei pazienti ad alto rischio, che hanno cioè già subito un ictus, il 40 per cento delle placche rimane attivo e continua a formare trombi. Questi individui corrono quindi il pericolo di subire un nuovo evento. Infatti, un gruppo compreso tra il 15 e il 29 per cento di loro andrà effettivamente incontro a un secondo attacco, spesso devastante e perfino mortale. “Cambiare criterio selettivo privilegiando la presenza di infiammazione”, spiega Spagnoli, direttore della Cattedra di Anatomia Patologica di Tor Vergata e commissario straordinario degli Istituti Fisioterapici Ospitalieri di Roma, “richiede la messa a punto di metodi di rilevazione ad hoc. Alcuni sono già in uso, come la valutazione di marcatori dell’infiammazione o l’ecotomografia, che esplorano la qualità della placca presente sulla carotide, oltre che la stenosi e la presenza di profili alterati della parete che possono far supporre la presenza di materiale trombotico”.
Terza causa di morte nel mondo, l’ictus colpisce in Italia una volta ogni tre minuti, circa 500 volte al giorno e 186 mila in un anno. Fino ai 65 anni interessa in media un italiano su 1000, dopo i 65 anni uno su 70. Fino ai 70 anni colpisce più uomini che donne, dopo i 70 ne fa maggiormente le spese il sesso femminile. E c’è differenza anche fra le zone geografiche: la prevalenza è maggiore al Sud (7,3 per cento) rispetto al Centro (5,7) e al Nord (6,5). Tra i principali fattori di rischio vi è il TIA, l’attacco ischemico transitorio, che colpisce ogni anno un numero 4 volte maggiore di individui che da questo momento vengono considerati ‘pazienti sintomatici’. A questi viene valutato il grado di stenosi dell’arteria carotide, considerato indice di rischio: chi presenta oltre il 70 per cento di occlusione viene sottoposto a intervento chirurgico di rimozione della placca, con un rischio di mortalità perioperatoria pari al 2-3 per cento. I risultati dello studio suggeriscono di mettere a punto un metodo nuovo per stratificare i pazienti eleggibili di intervento chirurgico sulla carotide, tramite endoarterectomia o impianto di uno stent.
Fonte: Spagnoli LG et al. Extracranial thrombotically active carotid plaque as a risk factor for ischemic stroke. JAMA 2004;292(15):1845-52.
antonio caperna

Riferimenti: http://it.health.yahoo.net/

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Sesso orale non protetto, attenzione alla sifilide

28 Ottobre 2004 2 commenti

Malattie infettive, AIDS e Vaccinazioni Tutte le notizie
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Sesso orale non protetto, attenzione alla sifilide

martedì 26 ottobre 2004, Il Pensiero Scientifico Editore

Una buona percentuale di casi di sifilide (sia allo stadio primario che secondario) sono attribuibili a contagio mediante sesso orale. Lo svela una ricerca del STD/HIV Prevention and Care Program of the Chicago Department of Publich Health (CDPH).
Negli anni dal 1998 al 2002, listituto statunitense ha registrato 1582 casi di sifilide a Chicago: durante alcune interviste a pazienti, ci si è resi conto che molti di loro erano sorpresi di aver contratto la sifilide perché da anni si limitavano ad avere rapporti sessuali orali. Per approfondire la questione, il CDPH ha avviato unindagine sul sesso orale tra tutti i pazienti affetti da sifilide. Lindagine ha svelato che circa il 13,7 per cento dei casi di sifilide potevano essere ragionevolmente attribuiti ad un contagio avvenuto durante un rapporto orale senza preservativo, soprattutto tra gli omosessuali maschi, tra i quali la percentuale sale fino al 20,3 per cento. Questo di Chicago non è lunico studio che suggerisce un ruolo importante del sesso orale nella trasmissione della sifilide: a Brighton e Manchester, in Inghilterra, è venuto fuori che quasi un terzo degli omosessuali maschi affetti da sifilide lavevano contratta con rapporti orali non protetti.

La sifilide è una malattia genitale che causa ulcere ed escoriazioni e facilita la trasmissione dellAIDS. Il rischio di trasmissione del virus HIV è da 2 a 5 volte più elevato quando è presente anche una infezione da sifilide. Grazie a un semplice test diagnostico e a una elevata efficacia della cura antibiotica, è oggi una malattia potenzialmente controllabile dai sistemi di sanità pubblica. Se non è trattata adeguatamente però può causare danni al sistema nervoso, ai vasi arteriosi, disordine mentale ed eventualmente, morte. Dopo lAIDS, la sifilide, che ha una incidenza annua di 12 milioni di nuovi malati nel mondo, è la malattia sessualmente trasmissibile con il più alto tasso di mortalità.

Come può avvenire il contagio durante un rapporto sessuale orale? Circa 20 giorni dopo linfezione, il malato sviluppa lesioni delle labbra, della lingua e della mucosa orale. Durante lo stadio secondario della sifilide, poi, le lesioni sifilitiche diventano estremamente infettive e possono svilupparsi anche nella cavità orale del malato. La sifilide è spesso asintomatica a livello della cavità orale, o meglio i suoi sintomi possono essere confusi con quelli altre patologie, come afte o herpes.

Nonostante il sesso orale attivo o passivo comporti un rischio di contrarre lHIV molto inferiore rispetto al sesso vaginale o anale, la presenza di lesioni sifilitiche aumenta significativamente tale rischio, perché la sifilide distrugge la barriera protettiva epiteliale e permette al virus dellHIV un facile ingresso nellorganismo.

Bibliografia. Transmission of primary and secondary syphilis by oral sex- Chicago, Illinois, 1998-2002. MMWR 2004; 53 (41):966-968.

david frati

Riferimenti: http://it.health.yahoo.net/NewsArticle.asp?a=8349&M=209

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Individuato un gene coinvolto nel Parkinson

27 Ottobre 2004 6 commenti

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lunedì 25 ottobre 2004, Il Pensiero Scientifico Editore

Individuato un gene coinvolto nel Parkinson

Si chiama dardarina e vuol dire tremore in lingua basca. È una proteina che sembra avere un ruolo di primo piano in una particolare forma ereditaria di Parkinson. È stata individuata da un gruppo di studiosi baschi in collaborazione con un gruppo inglese dopo uno studio durato tre anni e pubblicato sulla rivista Neuron.
Protagoniste dello studio sono state cinque famiglie basche e una famiglia inglese in cui è molto alta la frequenza delle forma ereditaria di Parkinson detta PARK8. Tutti i componenti della famiglia che si sono ammalati di questa forma particolare di Parkinson avevano qualcosa in comune: il mal funzionamento di un gene, la dardarina appunto. Invece in circa 1400 soggetti non affetti da questa particolare forma del morbo di Parkinson la dardarina non è mutata e svolge regolarmente la sua funzione allinterno della cellula.

La malattia di Parkinson è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dalla progressiva degenerazione e morte dei neuroni, le cellule nervose, che si trovano nella sostanza nera. Generalmente queste cellule si occupano di regolare i centri nervosi del movimento per questo una delle prime manifestazioni della malattia è la comparsa di bradicinesia (lentezza nelleseguire un movimento), rigidità, tremore a riposo e, successivamente, instabilità posturale. La velocità di progressione della malattia è eterogenea, quindi variabile nei diversi pazienti.

Allinizio del lavoro sapevamo cha il PARK8 era causato da una mutazione su una regione cromosomiale che contiene 116 geni; tra questi siamo riusciti ad individuare la dardarina come il gene responsabile di questo particolare tipo di Prkinson. Questa scoperta ci sembra importante non solo perché abbiamo individuato un gene responsabile di una malattia ereditaria, ma anche perché comprendere come questa proteina possa intervenire nei processi neurodegenerativi ci può aiutare a comprendere le basi molecolari della malattia, hanno affermato gli autori dello studio Jordi Pérez-Tur, Nick Wood e Andrew Singleton.

Bibliografia. Jordi Pérez-Tur, Nick Wood e Andrew Singleton. Published online Ottobre 22, 2004. 10.1016/S0896627304006890

http://it.health.yahoo.net/

Riferimenti: http://it.health.yahoo.net/

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Martin Luther King

24 Ottobre 2004 4 commenti

«La vecchia legge dell?occhio per occhio lascia tutti ciechi. È immorale perché cerca di annientare piuttosto che convertire. È immorale perché suscita odio, distrugge la comunità e rende la fratellanza impossibile. La violenza finisce per distruggere se stessa. Lascia amarezza in chi sopravvive e brutalità in chi distrugge».

Martin Luther King, 3 ottobre 1967

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La sanità «scontata» per cattolici rigorosi.

23 Ottobre 2004 1 commento

Visti da lontano

La sanità «scontata» per cattolici rigorosi
di MASSIMO GAGGI

Mentre in unEuropa in cui prevalgono gli atteggiamenti laici, il richiamo alle radici cristiane non trova spazio nella Costituzione e il caso Buttiglione alimenta scontri politici e discussioni su come far coesistere relativismo etico e cristianesimo radicale, lAmerica trasforma la fede addirittura in campo di battaglia elettorale: Bush e Kerry si sfidano anche dai pulpiti delle chiese, reclutano sacerdoti cattolici e pastori protestanti nei loro «team», si procurano in parrocchia lindirizzario dei fedeli. Ma negli Stati Uniti il contesto è assai diverso: il radicalismo conservatore di questa Amministrazione è penetrato in vasti settori della società, ha investito politica, etica e religione, fino a portare i temi della fede nel territorio delleconomia. La Casa Bianca cerca da tempo nuovi terreni per iniziative politiche a favore delle fedi – esiste un apposito fondo di un miliardo di dollari – e ora ha deciso di offrire ai lavoratori del pubblico impiego unassicurazione sanitaria costruita su misura per i cattolici.
Unico vincolo: i dipendenti in questioni devono comportarsi davvero da cattolici rigorosi, almeno nei campi in cui hanno rilevanza le prestazioni sanitarie.
Il programma, che comincerà a funzionare a novembre in Illinois e Michigan, si basa su uno schema semplice: in America la salute si tutela con polizze assicurative basate su un piano di servizi garantiti. Chi ne vuole di più, paga di più. Se un gruppo di cittadini si impegna a non usare una certa gamma di prestazioni – contraccezione, aborto, inseminazione artificiale, sterilizzazione – perché non offrirgli uno sconto? Tecnicamente il ragionamento fila, ma è la prima volta che una prestazione economica viene esplicitamente associata a materie di fede.
Se quello delle polizze cattoliche è un sentiero nuovo che non è ben chiaro dove porterà, il clima culturale che si è andato diffondendo con lattuale Amministrazione ha già spinto alcune organizzazioni di matrice cristiana ad appellarsi ai tribunali per vedersi riconosciuto il diritto di non pagare i contributi sanitari ai propri dipendenti per la parte relativa alla contraccezione. I giudici della California hanno già rigettato il ricorso di alcune opere pie di Sacramento, attive nei servizi assistenziali. Queste organizzazioni caritatevoli, che si sono poi appellate alla Corte Suprema, sostengono che obbligarle a pagare anche per la contraccezione equivale a violare il libero esercizio della religione, protetto dal Primo emendamento della Costituzione. I giudici supremi (nessuno dei quali nominato con Bush presidente) hanno respinto il ricorso, senza commenti. Qualche mese fa, però, la Corte aveva rigettato un altro ricorso contro la legge sulla contraccezione, rilevando che le chiese sono già esentate dalla sua applicazione, mentre le altre organizzazioni di ispirazione cattolica hanno dipendenti che nella stragrande maggioranza dei casi cattolici non sono.
Bush promette che, se resterà alla Casa Bianca, cambierà a fondo la Corte. Forse anche questo giudizio verrà ribaltato. Per ora i riflettori sono tutti sulle elezioni presidenziali che in molti Stati sono accompagnate da referendum per mettere al bando i matrimonio tra gay. In unAmerica politicamente sempre più divisa e col fronte progressista da tempo sulla difensiva, le questioni etiche rischiano di costare care a Kerry.
In Ohio, campo di battaglia decisivo, si vota un emendamento della Costituzione dello Stato che, oltre a proibire matrimoni tra persone dello stesso sesso, cancella i diritti fin qui goduti dalle coppie non coniugate, anche se eterosessuali. I giornali spiegano (cautamente per non irritare i lettori) che in questo modo molta gente perderà la pensione e la sanità, che alcuni non potranno nemmeno assistere il proprio partner ricoverato in ospedale. Per questo il governatore Bob Taft, un repubblicano apertamente contrario ai matrimoni gay, ha deciso di non dare il suo appoggio a questo emendamento. Bush nei suoi 15 viaggi in Ohio ha sempre rifiutato di farsi vedere al suo fianco. E i sondaggi dicono che lemendamento passerà a larghissima maggioranza.

- Corriere della Sera – Quotidiano
- 22 ottobre 2004

Riferimenti: http://www.corriere.it/reload.shtml

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Antonello Leone

22 Ottobre 2004 4 commenti
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Scoperto collegamento tra epatite C e linfoma non-Hodgkin’s

20 Ottobre 2004 1 commento

- Sole 24 Ore, Il
- 19 ottobre 2004

Scoperto collegamento tra epatite C e linfoma non-Hodgkin’s

I pazienti infettati dal virus dell’epatite C (Hcv) hanno sei probabilità in più di sviluppare il Linfoma non-Hodgkin’s (Nhl), rispetto alle persone non infettate dal virus. E’ quanto riporta una ricerca presentata al meeting Third annual frontiers in cancer prevention research.

La ricerca è stata condotta da scienziati della British Columbia cancer agency, Vancouver, Bc e secondo John Spinelli, direttore dello studio, le persone che sono state esposte al virus fanno parte di un gruppo ad alto rischio di sviluppare il Nhl, in particolare il linfoma a grandi cellule B, che è il tipo più comune del Nhl, e che colpisce il 30% dei pazienti che si ammalano di questa patologia.

I ricercatori hanno condotto uno studio su un campione consistente di persone e sono arrivati alla conclusione che nelle aree dove l’infezione virale è più frequente, c’è anche un’alta possibilità per le persone malate di sviluppare il cancro Nhl.

Riferimenti: http://www1.24orebusiness.ilsole24ore.com/sanita/home_s

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Clonazione, scontro frontale scienziati-vescovi

19 Ottobre 2004 1 commento

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Clonazione, scontro frontale scienziati-vescovi

lunedì 18 ottobre 2004, Il Pensiero Scientifico Editore

Due distinti team di ricercatori della Harvard University stanno preparandosi a clonare embrioni umani. Lo ha annunciato il quotidiano Boston Globe suscitando le consuete polemiche.
Doug Melton e Kevin Eggan programmano di effettuare ricerche su diabete 2, morbo di Alzheimer e malattia di Parkinson, mentre George Daley e Leonard Zon si stanno occupando delle deficienze immunitarie del midollo spinale. Le ricerche di Harvard potrebbero rappresentare il primo tentativo di clonazione umana in un laboratorio statunitense dopo quello fallito nel 2001 allUniversity of California di San Francisco. La questione non è secondaria: la rivista Science ha recentemente pubblicato i risultati di un esperimento di clonazione umana effettuato in Corea del Sud e anche in Gran Bretagna la Britains Human Fertilisation and Embryology Authority ha concesso la prima licenza per creare cellule staminali embrionali umane, alimentando i timori degli istituti di ricerca americani, che temono di essere scavalcati dalla concorrenza a causa delle norme molto restrittive in materia imposte dallamministrazione Bush.

Gli scienziati di Harvard avrebbero volentieri evitato qualsiasi pubblicità al loro lavoro, almeno in questa fase iniziale: Quello del Globe è stato quello che si dice uno scoop, spiega George Daley. La notizia ha comunque mandato su tutte le furie Richard Doerflinger, direttore del Secretariat for Pro-Life Activities presso la Conferenza Episcopale Cattolica degli Usa: Stanno varcando il confine del creare la vita in laboratorio esclusivamente per poi distruggerla. Questa è lestrema riduzione degli esseri viventi ad oggetti da usare. La condanna dei vescovi è ingenerosa, secondo Daley: Abbiamo la necessità di comprendere molto da vicino i meccanismi delle patologie che dobbiamo studiare, e lo scopo della ricerca medica e della cura dei pazienti dona legittimità ai nostri studi, credo. Riprogrammare le cellule di un paziente per riparare o rigenerare i suoi tessuti e guarire la sua malattia è un processo che afferma la vita, non la nega. Il ricercatore di Yale Eugene Redmond è daccordo: Queste cellule, con nessun potenziale di diventare un essere umano senza un grembo che le accolga, dovrebbero essere usate per salvare milioni di vite se possono. È una cosa a favore della vita. È vero rispetto per la vita umana e per la sua dignità.

Bibliografia. Harding A. Harvard has human cloning plans. The Scientist, october 2004.

Riferimenti: http://it.yahoo.com/

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Ma quale assolto

16 Ottobre 2004 4 commenti
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Ora anche Villa Certosa è al sicuro. Arriva il condono per delega.

15 Ottobre 2004 1 commento
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