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Archivio Ottobre 2006

LA FRASE CHE MANCA

31 Ottobre 2006 1 commento

LA FRASE CHE MANCA

Giuseppe D’Avanzo

E’ una vecchia pratica. “Cose da navi dei folli”, la diceva Franco Cordero. Abbiamo imparato a conoscerla. Funziona così. Gli avvocati di Berlusconi, sapientissimi del cavillo, tessitori di espedienti legislativi prendono tempo in aula. Cercano il rinvio, la via obliqua. lo sgorbio tra le carte, l’errore formale, il mostriciattolo che puo’ consentire loro di allentare la pressione in attesa di fulminare il processo con la prescrizione.

da il quotidiano “la repubblica” del 31 ottobre 2006
segue a pag 21

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CARCERE PER I CRONISTI

28 Ottobre 2006 1 commento

la polemica
Spataro: intercettazioni, carcere per i cronisti

Roma – “Sanzioni penali” per i giornalisti che pubblicano intercettazioni illecite o comunque coperte dal segreto.
A chiederle è il procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro, secondo il quale da questo punto di vista i provvedimenti del Guardiasigilli Mastella sulle intercettazioni hanno mancato di coraggio. “Bisogna avere il coraggio di compiere interventi impopolari, soprattutto sulla pubblicazione delle intercettazioni illegali”, ha detto Spataro intervenendo a un dibattito organizzato dall’Anm sulle intercettazioni. Dura la replica della Federazione nazionale della stampa, per bocca del segretario Paolo Serventi Longhi: ” E’ un’intimidazione alla libertà di informazione, contrastante con i principi costituzionali”.
Tratto da “la repubblica di giovedì 26 ottobre 2006 pag 13″

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SCUSAMI AMCO MIO SE ARRIVO SOLO ORA. "OSTAGGIO SI SERIE B"

22 Ottobre 2006 3 commenti


Ostaggio di serie B
Oggi scade l’ultimatum per Torsello. Nessuno fa nulla. Altro che Sgrena e Simone. Perché?

Gabriele Torsello libero!

Indignazione, marce, fiaccolate: nessuno fa nulla, neppure di fronte all’ultimatum. Ben diversa la reazione al rapimento di Giuliana Sgrena

di Gennaro Carotenuto

Scusate il disturbo: Gabriele Torsello libero!
Rapiscono Giuliana Sgrena, emerita compagna del collettivo del Manifesto e agiamo come un sol’uomo, ci indigniamo, denunciamo, sfiaccoliamo… Rapiscono un Gabriele Torsello qualsiasi e a nove giorni di distanza, con la vita dell’ostaggio in serio pericolo, non si vede una bandierina della pace in giro.

Veltroni non si sbraccia e non stende tazebao dal Campidoglio perché non c’è mercato e lo applaudirebbero in quattro gatti. In giro c’è più solidarietà per tal Massimo Ceccherini, espulso dall’ “Isola dei famosi”, una prece, che per Torsello rapito in Afghanistan. Certo che siamo strani noi società civile, noi pacifisti, noi progressisti, noi bravi ragazzi, convinti di essere meglio degli altri, e che invece consumiamo come gli altri, pur struggendoci la coscienza.

Consumiamo come gli altri, noi sensibili alle foglie, e quindi il personaggio pubblico Sgrena ci appassiona, ma del carneade Torsello ce ne freghiamo. Ne scrive un po’ Peacereporter, ma lo fa in punta di piedi, quasi con pudore. Torsello stesso chiede ai media di aiutarlo, sostanzialmente inascoltato. Qual’era lo slogan di Indymedia? Qualcosa tipo “fatti media”. Se sull’Home Page di Indymedia non c’è una riga su Gabriele Torsello vuol dire che Indymedia ha fallito. E più ancora di Indymedia, in questo riflusso da elettroencefalogramma piatto, quella che scompare, coperta di vergogna, è la gloriosa piazza pacifista del 15 febbraio 2003. Quella che doveva fermare la guerra e cambiare il mondo. Anche quella era un prodotto di consumo, o meglio: era solo moda.

E non si dia la colpa alla sindrome da governo amico. Questo ha scelleratamente scelto di restare in Afghanistan, ma non è colpa di Prodi o Parisi l’indifferenza della società civile italiana verso Torsello. Forse Gabriele, se ti ammazzeranno diverrai un’icona, un’icona pacifista, in fondo è quello che è successo da morto anche ad Enzo Baldoni. Per il momento resti una sottomarca del consumismo pacifista, un prodotto da Hard Discount, un Olio Farchioni incomparabile con un prodotto di marca come Giuliana Sgrena. Per una volta sposo parola per parola il pezzo di Mario Giordano sul Giornale. Ce lo siamo proprio meritato. Perfino l’appello del figlio di Torsello, un bimbetto di quattr’anni, è scivolato via tedioso, pleonastico, melenso.

Scusate il disturbo, avrete senz’altro di meglio da fare ma c’è qualcosa di semplice e urgente da dire: GABRIELE TORSELLO LIBERO!

tratto da gennarocarotenuto.it

Numero commenti: 49

Tags: torsello giornalista afghanistan rapimento ultimatum

http://liberoblog.libero.it/cronaca/bl5218.phtml
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LE IENE NON SI ARRENDONO

11 Ottobre 2006 1 commento

LE IENE NON SI ARRENDONO

Diversa l’opinione del Garante. “Non è possibile – spiega Mauro Paissan, componente dell’Authority – travolgere le persone in nome del diritto di cronaca. Il nostro ruolo è quello di trovare il punto di equilibrio fra libertà di stampa, di satira in questo caso, e il diritto del singolo cittadino ad essere tutelato nei suoi valori fondamentali come la propria dignità, la propria riservatezza e la propria identità”.

Le Iene, comunque, non si arrendono. E a riprova dell’importanza dell’argomento, mandano in onda anche un altro servizio sui test antidroga: compiuti, questa volta, sui frequentatori di una discoteca, con identiche garanzie – rispetto al filmato censurato – per coprire l’identità delle persone sottoposte ad esame. Risultato: il 50 per cemtp dei 40 sottoposti all’analisi è risultato positivo alla cocaina. “La prossima settimana faremo il possibile per farvi vedere anche i nostri parlamentari”, dicono subito dopo, da studio, Paolo e Luca.

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CALCIOPOLI, DEFERITO ANCHE COLLINA ORA RISCHIA DUE ANNI DI SQUALIFICA

6 Ottobre 2006 2 commenti

Calciopoli, deferito anche Collina
ora rischia due anni di squalifica.

Anche Pierluigi Collina è caduto nella trappola di calciopoli: l’ex arbitro numero 1 al mondo è stato deferito dal procuratore arbitrale, Marcello Cardona, per i suoi frequenti contatti (proibiti) con Lorenzo Meani, il ristoratore e addetto agli arbitri del Milan. Meani e Collina si erano messi d’accordo per un incontro (che poi non c’è stato) fra l’arbitro e Adriano Galliani, allora n.1 della Lega Calcio.

DI PIETRO

4 Ottobre 2006 Commenti chiusi

Di Pietro: …..

ROMA – Nessun braccio di ferro con il Guardasigilli. Semplicemente il centrosinistra deve rivedere la sua politica per la giustizia. Il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro spiega così, ai microfoni del Gr3, perchè ieri tre senatori dell’Idv hanno deciso di non votare un articolo del disegno di legge Mastella, facendo andare sotto la maggioranza per un voto al Senato: “Io posso anche uscire dal governo – dichiara – ma è la maggioranza che deve stare attenta a non uscire dal consenso del paese”.

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VUOL DIRE CHE DA 40 MILA COMINCIANO I RICCHI?

2 Ottobre 2006 4 commenti

Vuol dire che da 40 mila cominciano i ricchi?

Tra le fasce da 15 mila e quelle da 60 mila di reddito ci sono quattro lunghezze di distacco, 60 mila è infatti di quattro volte superiore a 15 mila. Il governo ha fissato la linea di discrimine a 40 mila euro di reddito. Vuol dire che da 40 mila cominciano i ricchi? Ovviamente no, tanto più che 40 mila sono lordi. Al netto dell’imposta ne restano poco più di 30 mila, vuol dire 2.300 euro mensili per tredici mensilità. Non c’è affatto da scialare. I redditi da 60 mila arrivano ad un netto mensile di circa 3.000 euro. Non si sciala neanche lì, ma si respira. L’operazione redistributiva premia le fasce di reddito fino a 40 mila in modo abbastanza consistente. La spesa totale destinata al miglioramento di questi cittadini lavoratori e contribuenti è di 7,3 miliardi. Dalle fasce superiori il fisco preleverà complessivamente 6,7 miliardi. La differenza di 600 milioni la metterà lo Stato.

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