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Archivio 16 Giugno 2017

Perché i renziani hanno torto anche quando hanno ragione?.

Ieri, prima di uscire con Rosario Dawson per una sessione sadomaso, ho visto Otto e mezzo. C’era la Ravetto. Ecco: rivedere la Ravetto in prima serata a Otto e mezzo mi ha dato come la sensazione di salire a bordo della De Lorean e andare a ritroso nel tempo, come in Ritorno al futuro. Un tuffo nel passato. Un brutto passato, anche se pure questo presente mica scherza. Opposta alla Ravetto, aka Lady Blackberry, c’era la Moretti, aka Ladylike. Bella sfida. Un po’ come guardare Akragas contro Lupa Roma in differita su TeleFava sapendo già il risultato perché te l’ha detto Nardella su Whatsapp.

Davvero alti livelli: sfida al vertice. La cosa che più mi ha colpito – anzi l’unica – è stata che io ero sostanzialmente d’accordo con la Moretti (si parlava di ius soli e ius culturae), pur se con qualche distinguo ben sintetizzato da quel manettaro empio di Travaglio in collegamento, ma la Moretti non ce la faceva proprio a farsi dare ragione. Ascoltarla era sconfortante. La sua pochezza argomentativa si rivelava accecante, rutilante, debordante.

Si è poi toccato il tema dell’immigrazione e quindi dell’operato di Minniti. Anche qui la Moretti aveva buone carte da spendere, ma ha recitato a memoria la lezioncina come (immagino) quando andava volontaria a scuola alle interrogazioni di storia. E ha fatto dormire tutti. Anche il solito Travaglio, in collegamento dal bunker del Fatto, dove era appena stato effettuato il sacrificio umano giustizialista delle ore 20 (consiste nel frustare Gozi al grido di “Davigo imperatore delle galassie!”).

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DI MAIO E CASALEGGIO DIFENDONO IL M5S DALL’ATTACCO DEI MEDIA – “Fake news per coprire il Pd” .


Il vicepresidente della Camera smentisce l’incontro tra Davide Casaleggio e Matteo Salvini

Luigi Di Maio attacca duramente la Repubblica. Con un lungo post su Facebook, il vicepresidente della Camera smentisce l’incontro tra Davide Casaleggio e Matteo Salvini.

Questa mattina il giornale di De Benedetti ha pubblicato un articolo, con tanto di richiamo in prima pagina, in cui racconta di una riunione avvenuta circa dieci giorni fa a Milano tra Davide Casaleggio e Matteo Salvini. Lo scopo dell’incontro sarebbe stato quello di provare a formare un’allenza in vista del “grande inciucio” tra Partito Democratico e Forza Italia. Tutto falso, tuona Di Maio.

“La Repubblica stamattina l’ha combinata davvero grossa – scrive il grillino su Facebook – Ha aperto il suo giornale, con un titolo in prima pagina ‘Incontro tra Davide Casaleggio e Salvini’. Un incontro che non c’è mai stato. E che è stato prontamente smentito“. La colpa della pubblicazione, secondo il pentastellato, sarebbe la malafede. “Chi è in malafede? Sicuramente il direttore che autorizza una notizia falsa come questa in prima pagina”. Il motivo di una fake news in apertura? Secondo Di Maio lo scopo è quello di disorientare il lettore. “Dovete iniziare a dubitare del MoVimento 5 Stelle e per questo vi stanno bombardando di bufale – continua – Forse ci stanno riuscendo, non so. È vero che Repubblica non lo legge più nessuno, ma i suoi titoli ve li ritrovate in tutti quei tg e talk che hanno autori e direttori che ricopiano pedissequamente i giornali“.

E infine il vicepresidente della Camera sferra il colpo finale: “Perché lo fanno sempre gli stessi giornali? Per coprire il Pd (…) In un Paese normale, dopo un flop del genere, il direttore sarebbe già andato a casa. E glielo avrebbe dovuto chiedere il comitato di redazione. Ma non avranno mai il coraggio di farlo, perché il direttore è stato messo lì da un certo De Benedetti, tessera numero uno del Pd ed editore con enormi interessi economici in questo Paese. Una persona che ha fatto di Repubblica l’ennesimo partito italiano.”
“Il metodo Repubblica è morte dell’informazione”

Dopo le accuse di Luigi Di Maio, anche Davide Casaleggio interviene nella polemica e usa parole ancora più dure del grillino: “Quello dei giornali è un metodo rodato, per comodità lo chiameremo Metodo Repubblica dato che questo giornale ne fa ampio e smodato uso. Un giornalista X inventa dal nulla una notizia falsa, il suo giornale complice, la poca professionalità e negligenza del direttore, che dovrebbe pretendere più fonti certe, la pubblica, tutti gli altri giornali e le agenzie – dice ancora – la diffondono senza verificare nè chiedere conferma o smentita a nessuno, arrivano gli opinionisti che iniziano a blaterare su una notizia falsa che sembra diventare vera per il circuito mediatico deviato“. Dopo aver fatto alcuni esempi passati il guro del Movimento 5 Stelle continua: “Quando infine giunge la smentita, tutti fanno finta di niente e continuano a commentare la notizia falsa. Un metodo malato che è la morte dell’informazione. Anzichè inventare notizie false, questi giornalisti dovrebbero dedicarsi a raccontare i fatti senza doppi fini politici“.

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Sanità, M5S: Scriveremo noi al presidente Mattarella, De Luca in stato confusionario Pubblicato su 16 Giu 2017 da infosannio.

Napoli, 16 giugno 2017- “De Luca scrive al Presidente della Repubblica Mattarella? Scriveremo anche noi come Movimento 5 Stelle per chiedere al massimo garante della Costituzione che in Campania venga rispristinato e garantito il diritto alla salute sancito dall’art. 32 della Carta costituzionale. Se De Luca minimizza e riduce l’immagine choc delle formiche sulla paziente all’ospedale San Paolo a un episodio dovuto guerre interne ai reparti, allora davvero sospettiamo uno stato confusionale del presidente De Luca”. Lo dice Valeria Ciarambino, capogruppo del Movimento 5 stelle in Consiglio regionale della Campania che aggiunge: “Al presidente Mattarella avevamo già scritto a maggio 2016, in occasione della scandalosa legge sulle nomine in sanità voluta da De Luca, chiedendo il suo intervento”. “Allora esprimemmo il timore che quella legge avrebbe portato ai vertici della sanità persone incapaci di garantire un adeguato funzionamento dell’assistenza sanitaria – sottolinea Ciarambino – non si è trattato di una preveggenza, era evidente che le nomine effettuate da De Luca con totale arbitrio, sulla base della fedeltà politica e non del merito, avrebbero condotto la sanità campana nel baratro”. “Quello che sta accadendo in Campania purtroppo ci dà ragione delle nostre preoccupazioni – evidenzia – scriveremo nuovamente al presidente Mattarella perché intervenga autorevolmente”. “Vogliamo che venga nominato immediatamente un commissario ad acta di alto profilo, libero dagli squallidi giochi della politica – conclude Ciarambino – chi tratta il diritto alla salute come il teatro della sua smania di potere e come il più grande bacino di clientele deve stare fuori dalla sanità pubblica”.

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Area Comunicazione M5S – Consiglio della Regione Campania

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a ANNA FINOCCHIARO

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Il #MetodoRepubblica e la morte dell’informazione.


Il #MetodoRepubblica e la morte dell’informazione
Author di MoVimento 5 Stelle
ore 11:18 Il blog delle stelle
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L’intervento di Davide Casaleggio a Rapallo from Confindustria on Vimeo

di Davide Casaleggio

Oggi La Repubblica apre con una notizia falsa in prima pagina. Non ci sarebbe niente di nuovo se non fosse che questa volta riguarda me ed è stata creata ad arte per screditare il MoVimento 5 Stelle. Non ho mai incontrato Matteo Salvini. Non è mai avvenuto nessun incontro segreto né con lui né con altri rappresentanti della Lega. Primo perché non ci interessa, secondo perché il MoVimento 5 Stelle agisce sempre nella massima trasparenza: gli incontri segreti non fanno parte della nostra cultura.

Quella di oggi è l’ultima di una serie di fake news diffuse dai giornali, ormai alla canna del gas, negli ultimi giorni. In occasione del mio viaggio a Roma di qualche settimana fu l’Adnkronos a mettermi in bocca parole mai pronunciate né in pubblico né in privato. Poi è stata diffusa la falsa notizia dei fischi al mio intervento a Rapallo: non ci sono mai stati e per avere conferma basta guardare i video diffusi da Confindustria, si troveranno solo applausi. Hanno continuato inventandosi una mia contrapposizione con Beppe Grillo che è inesistente ed è quanto di più lontano dalla verità ci possa essere. Infine un fantomatico incontro con Gherardo Colombo, anch’esso mai avvenuto.

Quello dei giornali è un metodo rodato, per comodità lo chiameremo “Metodo Repubblica” dato che questo giornale ne fa ampio e smodato uso. Un giornalista X inventa dal nulla una notizia falsa, il suo giornale complice la poca professionalità e negligenza del direttore (che dovrebbe pretendere più fonti certe) la pubblica, tutti gli altri giornali e le agenzie la diffondono senza verificare né chiedere conferma o smentita a nessuno, arrivano gli opinionisti che iniziano a blaterare su una notizia falsa che sembra diventare vera per il circuito mediatico deviato. Quando infine giunge la smentita, tutti fanno finta di niente e continuano a commentare la notizia falsa. Un metodo malato che è la morte dell’informazione.

Anziché inventare notizie false, questi giornalisti dovrebbero dedicarsi a raccontare i fatti senza doppi fini politici. Ci sono certamente i professionisti che fanno informazione vera e ci sono quelli che utilizzano questi metodi. Ma oggi con la maggioranza dei mezzi di informazione in mano alla politica la normalità sono le fake news in prima pagina.

UPDATE
Calabresi dice di avere fonti certe:

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E io pago: tutti in vacanza a spese dell’Unione Europea per dire quanto fa male il fumo Pubblicato su 16 Giu 2017 da infosannio.

(Valentina Princic per Libero quotidiano) – Estate. Tempo di vacanze, ma anche di febbrili riunioni per chi lavora nelle organizzazioni internazionali che hanno l’ abitudine di riunirsi nelle più ambite località di vacanza in giro per il mondo. Una vera sventura: girare i quattro angoli del pianeta in cerca di una spiaggia dove, tra un tuffo e l’ altro, raccontarsi di quanto faccia male accendersi una sigaretta…

E così, ai funzionari dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), dopo estenuanti meeting nelle acque cristalline delle Fiji e delle Maldive, con i primi caldi di questi giorni, è toccato spostarsi a Dar El Salaam, in Tanzania, per una fondamentale riunione «sull’ implementazione della Convenzione Quadro sul Controllo del Tabacco, volta alla tutela degli agricoltori impegnati nella tabacchicoltura».

Un meeting imperdibile, riservato sfortunatamente soltanto a Brasile, Cambogia, Colombia, Laos, Pakistan Zambia, Perù, Filippine, India, Giamaica, Libano, Messico, Myammar, Turchia e Zimbabwe, oltre naturalmente ai padroni di casa della Tanzania. Padroni fino ad un certo punto, visto che il meeting, circa duecento persone, è stato interamente finanziato dalla Commissione Europea.

Già, perché al danno di aver escluso dai lavori i coltivatori italiani, greci o spagnoli, che pure avranno qualcosa da dire sul futuro del loro lavoro nei campi, si è anche stavolta aggiunta la beffa di aver fatto ricadere sulle tasche dei cittadini europei un meeting che di globale ha avuto ben poco. Un gesto insomma molto generoso da parte dei burocrati di Bruxelles, se consideriamo che all’ evento nessun Paese membro dell’ Unione è stato nemmeno invitato.

Puro neo-colonialismo, insomma con la vecchia Europa a dettare l’ agenda sull’ uscio della porta, ma senza sporcarsi le mani. Il tutto per assicurarsi che le misure da adottare alla prossima conferenza mondiale, abbiano il supporto di tutti quei paesi, liberi sì, ma “sponsorizzati” dai Big 27 durante tutta la fase preparatoria.

Va così: negli anni della spending review, e delle minacce di commissariamento, le tasse dei cittadini italiani finanziano riunioni carbonare nei migliori resort del pianeta. Interrogati poi sulla loro (non) partecipazione al meeting africano, i membri della DIGI Agri (il “ministero europeo dell’ agricoltura”) hanno fatto sapere che la loro assenza in Tanzania è dovuta esclusivamente a “motivi di budget”. La forma insomma, è salva. La faccia un po’ meno.

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IlFattoQuotidiano.it / Mondo Corea del Nord, detenuto americano rimpatriato in coma. Usa smentiscono Pyongyang. “La causa non è il botulismo”.

Qualunque sia la causa del coma in cui versa Otto Warmbier non si tratta di botulismo. Le conclusioni cui sono arrivati medici dell’University Of Cincinnati Medical Center smentiscono la versione del regime nordcoreano sulle condizioni di salute dello studente statunitense, scarcerato mercoledì scorso dopo un anno e mezzo di detenzione e una condanna a 15 anni anni lavori forzati per “atti ostili”. La stampa di Pyongyang si è affrettata a dire che il giovane, condannato con l’accusa di aver tentato di rubare uno striscione di propaganda, è stato liberato per ragioni umanitarie.

Secondo la versione ufficiale, Warmbier, che al momento del fermo si trovava in Corea per una vacanza, avrebbe contratto il botulismo, normalmente causato da una tossina presente nei cibi, e sarebbe in un secondo momento caduto in stato di coma per l’assunzione di sonniferi. Dalle analisi in Ohio non sarebbe però emersa traccia di botulino. Presenta invece un danno cerebrale diffuso compatibile con un arresto cardio-respiratorio e con l’interruzione del flusso di sangue al cervello. Uno stato in cui il ventiduenne verte da circa un anno. Il tutto sarebbe infatti avvenuto ad aprile dello scorso anno, poche settimane dopo il processo di appena un’ora che gli costò i lavori forzati.

Le sue attuali condizioni sono stabili, ma Warmbier resta comunque in uno stato di fatto vegetativo e senza capire gli stimoli che arrivano dall’esterno. Ciò che i medici escludono sono però violenze nei confronti dell’ostaggio. Il che conferma quanto già avvenuto in casi analoghi. Il New York Times ne ha ricordati alcuni, precisando che le torture fisiche non sono di solito riservate ai detenuti statunitensi. Almeno così emerge dai racconti degli ultimi anni.

Dal 1996 sono stati almeno 16 gli americani incarcerati e fermati dal regime, di cui tre ancora in mano a Pyongyang. Nei loro resoconti descrivono interrogatori durati anche 15 ore, finalizzati alla confessione di ciò che il regime vuole. Ma ai detenuti Usa sembra essere concesso un trattamento speciale. Laura Ling, fermata nel 2009 assieme alla giornalista Euna Lee e condannata a 12 anni (furono rilasciate lo stesso anno con l’intercessione di Bill Clinton) ricorda di non essere stata mandata in un campo di lavoro. Rimase in una stanza, normale, per essere curata dall’ulcera. Anche Kenneth Bae, missionario di origine coreana, ha raccontato che gli era consentito leggere le email che riceveva dalla famiglia. E’ stato anche ricoverato tre volte, a causa di diabete e problemi alla schiena. Addirittura, spiega nelle sue memorie, gli è stato concesso di poter leggere la Bibbia. Questo comunque soltanto dopo gli interrogatori e il lavoro in un campo di soia. Per Stephan Haggard, esperto di Corea al Peterson Institute for International Economics, il rilascio di Warmbier riflette la volontà di dialogo non soltanto da parte nordcoreana, ma anche statunitense.

“Gli ostaggi non vengono rilasciati per magia”, scrive in un commento sul suo blog. Non a caso sottolinea gli incontri avvenuti tra Joseph Yun, inviato speciale del Dipartimento di Stato, con alcuni rappresentanti di Pyongyang. Il primo faccia a faccia c’è stato il mese scorso a Oslo, l’ultimo una settimana fa a New York. Allora gli Usa sono stati informati delle sue condizioni di salute e la Corea del Nord ha accettato di fare rimpatriare il giovane americano.

di China Files
di Andrea Pira | 16 giugno 2017

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GIUSEPPE STELLUTI

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Gli.Enigmi.della.Scienza.N9.Giugno.2017

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Gli.Enigmi.della.Scienza.N9.Giugno.2017

16 Giugno 2017 2 commenti
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