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Archivio 19 Giugno 2017

Marco Travaglio FQ 19 Giugno 2017

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Ho querelato Renzi per contrastare le sue bugie.

di Angelo Tofalo

Ciao a tutti sono Angelo Tofalo, portavoce del Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati, membro della IV commissione Difesa e componente del COPASIR, il Comitato parlamentare per la Sicurezza della Repubblica. Volevo comunicarvi che ho dato mandato ai miei legali di procedere nei confronti del signor Matteo Renzi.

Come ho già avuto modo di spiegarvi in questi mesi sono stato oggetto di attenzioni da parte di alcuni giornalisti a caccia di facili scoop e qualche politico in declino in cerca di nuova visibilità.

Chi mi conosce sa bene che non mi piace andare a fare l’opinionista in TV eppure è già la seconda volta che Matteo Renzi mi cita. Io ho sempre preferito il confronto diretto e le sedi istituzionali per dire la mia, i palcoscenici in cui domina il ping-pong tra titoli e battute mi sono sempre apparsi poco utili. Ma torniamo a noi.

Il delicato ruolo che ricopro mi offre la possibilità di accedere a informazioni riservate perché il COPASIR ha il compito di accertare che le operazioni già concluse che fanno capo alle Agenzie del Sistema Informativo italiano rispettino la nostra Costituzione e le Leggi.

Ho denunciato più volte sul mio blog, sui miei canali social e durante gli incontri in piazza che ho avuto con i cittadini che purtroppo il Comitato spesso ha negato ai suoi membri l’approfondimento di temi specifici e questo suppongo abbia fatto incazzare qualcuno.

In questi quattro anni ho lavorato su vicende molto delicate come il Datagate, la scomparsa di Davide Cervia, i tragici fatti di Ustica, l’uccisione di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, la questione Abu Omar, l’Operazione Farfalla, il caso Regeni, le vicende legate di volta in volta ad ostaggi, mettendo mano alle carte che raccontano i segreti più inconfessabili di questo Paese.

Ci sono tante cose che purtroppo non ho potuto contestare pubblicamente perché, prima di essere un Portavoce del MoVimento 5 Stelle, sono un cittadino italiano e come tale devo e voglio rispettare tutte le leggi del mio Paese. Mi sarei aspettato un comportamento affine da chi oggi sta mentendo per cercare disperatamente di accostare il mio nome a trattative, armi e viaggi in Libia. Ma su questo non ho molti timori perché il tempo è sempre galantuomo e mettere in difficoltà le istituzioni per rincorrere la politica è una debolezza che lascio a chi in questo momento ha capito di essere sotto strettissima osservazione.

Durante tutto il mandato ho cercato di riscontrare le esigue e spesso scarne informazioni contenute nei documenti ufficiali con una ricerca forsennata della verità. Ho acquisito informazioni da chiunque potesse allargare la mia visuale di osservazione sempre e comunque nel rispetto della Costituzione, delle leggi e delle mie prerogative parlamentari.

I riscontri li ho cercati nel dialogo con semplici cittadini informati, uomini di legge, istituzioni parlamentari e centri studi, lavoratori, manager e Amministratori Delegati delle grandi aziende di Stato, professori e ricercatori delle Università italiane e straniere, agenti, analisti e direttori di Agenzie italiane ed estere, figure apicali delle Forze Armate, leader politici di altri paesi e parlamentari che si occupano di controllo su Servizi segreti in altre democrazie. L’insieme di queste informazioni mi hanno fornito, oltre a conoscenze su fatti specifici, gli elementi per creare un quadro complessivo dell’attuale gestione della nostra sicurezza.

Ho voluto aspettare che si chiudessero le indagini su alcune persone per fare le prime dichiarazione per non intralciare il lavoro della procura, una scelta naturale per chi, come me, ritiene che se si hanno informazioni potenzialmente utili alla magistratura è un dovere inderogabile dare il proprio supporto prima ancora che ne nasca l’esigenza.

Per questo motivo una volta appresa dai media la notizia che una persona, conosciuta pochi mesi prima, era stata arrestata con l’accusa di aver venduto irregolarmente armi nel 2015 decisi di andare in procura e fornire un dettagliato racconto di vicende che, pur non avendo alcuna attinenza con i fatti processuali, potevano risultare di supporto al lavoro degli investigatori.

Mercoledì 14 giugno 2017 Matteo Renzi, l’ex Presidente del Consiglio e quindi anche diretto responsabile dei Servizi segreti italiani, per giustificare i drammatici risultati del suo governo rispetto al tema dell’immigrazione ha pensato di raccontare assurde bugie a milioni di italiani, in prima serata dalla Gruber, ospite della trasmissione “Otto e Mezzo”.

Ascoltate bene cosa ha detto nel video.

A specifica domanda, Renzi quindi rispondeva nei seguenti termini:

È inaccettabile che una persona possa raccontare pericolose menzogne e indecenti falsità per attaccare due componenti di una forza politica di opposizione senza alcun contraddittorio o mediazione della conduttrice.

Per queste ragioni ho deciso di tutelare la mia onorabilità e di dare mandato al mio avvocato di procedere nei confronti del signor Matteo Renzi.

Primo: In tutta la mia vita non sono mai stato in Libia, spero però di andarci presto per festeggiare la pace di quei popoli.

Secondo: non sono nelle condizioni di trattare con nessuno. I governi, i ministri trattano; i parlamentari, soprattutto dell’opposizione, ascoltano prendono nota ed interrogano il governo.

Secondo voi Matteo Renzi per dire queste assurde bugie sarà stato male informato o è in cattiva fede?

Siamo nella carne viva, vi prego di condividere questo video per aiutarmi a contrastare questa ennesima menzogna di Matto Renzi!

La somma di denaro che riceverò come risarcimento per i danni che ho subito sarà utilizzata per garantire la formazione a giovani studenti nelle materie della sicurezza. Renzi, a sua insaputa, per la prima volta nella vita finanzierà la crescita delle nuove menti che domani difenderanno la democrazia nel nostro Paese.

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Ma mi faccia il piacere Marco Travaglio Ma mi faccia il piacere

No cioè Sì. “Stadio, gli imbarazzi Pd e la telefonata alla Roma: ‘Dobbiamo dire no, ma siamo favorevoli’” (Il Messaggero, 15.6). Opposizione costruttiva, coerente e trasparente. Tecnica di un colpo di sonno. “’Nel marzo del 2017 in Italia venne perpetrato un colpo di Stato’: scriveranno così i libri di storia sui quali studieranno i nostri […]

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Il punto Sos Antiequitalia del MoVimento 5 Stelle ha salvato un altro cittadino-IL BLOG DELLE STELLE.

fonte: estense.com

La legge ‘salva-suicidi’ è stata applicata per la prima volta anche a Ferrara. Il primo beneficiario estense è un rappresentante di commercio che, a causa del fallimento della propria società mandataria che non ha pagato le provvigioni, è rimasto senza lavoro e ha accumulato debiti anche fiscali per oltre 160mila euro.

Questo stato di “sovraindebitamento incolpevole” è dovuto al fatto che, per oltre un anno, non ha ricevuto il saldo delle proprie provvigioni, ha dovuto ottemperare agli obblighi di mantenimento della figlia in giovane età e, non senza grandi difficoltà, ha ricominciato un nuovo lavoro nel proprio settore.

Il peso dei debiti passati e le procedure esecutive a cui era stato sottoposto anche da parte di Equitalia, però, gli impedivano di ritrovare una dignità lavorativa e sociale, e inoltre il sequestro amministrativo dell’auto non gli consentiva di lavorare.

Una condizione a cui fa riferimento proprio la legge n. 3 del 2012, meglio conosciuta come legge ‘salva-suicidi’, che concede ai privati in difficoltà economica di rivolgersi al tribunale per ricontrattare la propria esposizione debitoria e accedere a un piano di rientro creditizio per cancellare il debito.

Come è successo a Ferrara dove per aiutare lo sfortunato lavoratore si è mobilitato lo Sportello Anticrisi del M5S. Attraverso l’istanza presentata al tribunale di Ferrara con l’assistenza dell’advisor Gilberto Battistini, gestore della crisi, e dell’avvocato Claudio Dall’Ara, il giudice Anna Ghedini con decreto dell’11 maggio 2017, ha accolto totalmente l’istanza presentata.

Il giudice ha cancellato integralmente la posizione debitoria, accettando a saldo della stessa la somma di 21mila euro quale quota parte dell’appartamento che il debitore possedeva in comproprietà con i fratelli, salvaguardando uno degli stessi fratelli che potrà mantenerne la proprietà in quanto sua residenza.

Il tribunale ha inoltre cancellato il sequestro amministrativo dell’auto dell’agente di commercio restituendola al proprietario in quanto necessaria per svolgere il proprio lavoro. Infine, ha stabilito in 1.700 euro mensili la quota di minimo vitale indisponibile intoccabile da chiunque per garantire un dignitoso tenore di vita e permettere al debitore di reinserirsi a pieno titolo nel contesto produttivo e sociale.

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Bebe Vio: date ai vostri figli la possibilità di godersi la vita.

La storia della campionessa paralimpica Bebe Vio, una testimonianza di vita e di coraggio contro la malattia

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Liuzzi (M5S): PD finge divieto trivellazioni nei parchi, poi vota per proteggere gli interessi di ENI in Basilicata. Presa in giro per i lucani.-MIRELLA LIUZZI.

Roma, 23 maggio 2017 – “Il Partito Democratico, dopo aver esultato e propagandato il divieto assoluto di trivellazione nei parchi e nelle aree protette, prende in giro i cittadini lucani e salva dal divieto la concessione della Val d’Agri” ha dichiarato la deputata del M5S Mirella Liuzzi.
Da perfetti azzeccagarbugli, il Governo e il Partito Democratico, sono riusciti in un’impresa a dir poco impossibile: inserire un divieto ma escludere dallo stesso, tutte le “attività estrattive in corso e quelle ad esse strettamente conseguenti”.

“Nella schizofrenia più totale – prosegue Liuzzi – la maggioranza mostra il suo volto e rende inefficace il divieto che anche lo stesso Movimento 5 stelle aveva votato in commissione Ambiente. Del resto, il Governo fossile deve tutelare gli interessi che girano attorno al più grande giacimento petrolifero in terraferma che si trova in Basilicata. Infatti, se è vero che la scoperta di tale giacimento e la sua messa in produzione è avvenuta prima dell’istituzione del Parco Nazionale, è altrettanto vero che all’interno del Parco al momento si contano 7 piattaforme di perforazione su cui insistono 15 postazioni pozzi che danno origine a 24 pozzi petroliferi. Fermare questo scempio e bloccare il COVA sarebbe stato troppo per il partito dei petrolieri!

A differenza del PD che, ancora una volta ha dimostrato incoerenza e ipocrisia, il M5S ha votato no per amore dei parchi, dell’ambiente, del paesaggio, e per amore della Basilicata. Il M5S non cede le aree più preziose del territorio a chi ci guadagna a sfavore dei cittadini e del territorio. Purtroppo non ho potuto votare e partecipare alla discussione in aula a causa della sospensione dai lavori in conseguenza alla protesta pacifica per l’abolizione dei vitalizi” ha concluso Liuzzi.

Mirella Liuzzi – Movimento 5 Stelle

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On. Mirella LIUZZI

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Ma mi faccia il piacere Rubrica di Marco Travaglio Il Fatto Quotidiano 19 giugno 2017

Ma mi faccia il piacere
Rubrica di Marco Travaglio
Il Fatto Quotidiano 19 giugno 2017

No cioè Sì. “Stadio, gli imbarazzi Pd e la telefonata alla Roma: ‘Dobbiamo dire no, ma siamo favorevoli’” (Il Messaggero, 15.6). Opposizione costruttiva, coerente e trasparente.
Tecnica di un colpo di sonno. “’Nel marzo del 2017 in Italia venne perpetrato un colpo di Stato’: scriveranno così i libri di storia sui quali studieranno i nostri nipoti… si racconterà di un tentativo di rovesciare il governo del Paese presieduto da Matteo Renzi. Nulla al momento sappiamo dell’esito dell’inchiesta Consip, entro la quale il tentativo prese corpo. Non avendo accesso a fonti dirette né essendo abituati a svuotare i cestini dell’immondizia delle Procure, ci affidiamo alle cronache, quelle condotte da cronisti… che non hanno bisogno di scooppettini per vendere qualche copia dell’house organ delle procure diretto da Travaglio o un po’ di libri di Lillo in più” (Mario Lavia, Unità-tv, 17.6). Non ha bisogno di scoop, l’Unità. E nemmeno di notizie. Infatti ha chiuso per mancanza di lettori.
Mai dire torna. “Dopo la sconfitta… mi ero rotto le scatole: non volevo tornare, lo giuro! Poi gli amici mi hanno dato una scossa: Matteo, non mollare, puoi dimetterti da tutto, ma non da cittadino…” (Matteo Renzi, segretario Pd, la Repubblica, 14.6). “Se i cittadini mi chiederanno di essere candidato, io mi prenderò le mie responsabilità” (Massimo D’Alema, Mdp, 16.6). Oh, mi raccomando: guai se qualcuno chiede ancora qualcosa.
Due pesi e due sentenze. “Mentì sulla laurea: 1 anno per falso al capostaff dell’ex vicesindaco Nieri” (Il Messaggero-Roma, 16.6). Le pene previste dal Codice penale per chi mente sulla laurea sono due: o la reclusione o il ministero dell’Istruzione.
Colpa di Virginia. “La Raggi è impreparata strutturalmente, non per gli anni” (Paolo Berdini, 14.6). Figuratevi che aveva persino nominato assessore all’Urbanistica Paolo Berdini.
Indesiderato. “Il sogno del ladro pentito: ‘Candidarmi con Pizzarotti’” (Corriere della sera, 15.6). Purtroppo, essendo pentito, FI e il Pd non lo vogliono.
Slurp/1. “Pippo Baudo è un grande scopritore di talenti e ha scoperto un talento che poi ci ha portato qua, Beppe… L’ho ringraziato pubblicamente di questo” (Luigi Di Maio, M5S, vicepresidente della Camera, 13.6). Movimento Cinque Lingue.
Slurp/2. “Il problema di Renzi è che dà spazio solo a chi gli lecca il culo” (Sergio Staino, direttore della fu-Unità, La Verità, 17.6). Infatti l’ha nominato direttore.
Perdenti. “Non mi piace la sinistra di Corbyn e Sanders che perde” (Paolo Gentiloni, Pd, premier, la Repubblica, 18.6). Meglio la sua che va 3 volte al governo coi compagni B., Alfano e Verdini senza passare dal voto.
Questa sì che è sinistra. “Diritto di sciopero, serve una norma contro la dittatura delle minoranze” (Pietro Ichino, senatore Pd, Corriere della sera, 18.6). Ideona: o sciopera la maggioranza, o non sciopera nessuno.
Poi ti svegli. “Se le cose andassero così il centrosinistra andrebbe vicino al 40 e forse lo sorpasserebbe con il centro guidato da Alfano e Parisi. I veri sconfitti sarebbero in tal caso Grillo e Salvini, con un Berlusconi amichevolmente autonomo” (Eugenio Scalfari, la Repubblica, 18.6). Averne, di amici così.
Mai chieste. “Elezioni anticipate? Non le ho mai chieste” (Matteo Renzi, la Repubblica, 14.6). “Elezioni anticipate a febbraio o a marzo 2017” (Renzi, 5.12). “Renzi: elezioni tra fine marzo e inizio aprile” (Corriere della sera, 14.12.2016). “Renzi: o si vota a giugno 2017 o a febbraio 2018” (la Repubblica, 14.12). “Renzi punta a giugno per votare con i Comuni” (Corriere della sera, 30.12.2016). Si vede che parla nel sonno.
Poveri ragazzi. “Ilva, Fabio Riva patteggia per il crac e va ai servizi sociali: lavorerà coi ragazzi” (Corriere della sera, 14.6). Così la pena la scontano loro.

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da face book – CHE VADO A CASA ?”

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Il Sole 24 Ore 19 Giugno 2017

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