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Renzi: “Non rinnego il Patto del Nazareno con Berlusconi, sarei pronto a farne un altro domani” -FANPAGE.

19 Febbraio 2018 Nessun commento

In un’intervista concessa a Lucia Annunziata, Matteo Renzi ha dichiarato di essere convinto della vittoria del Pd alle prossime elezioni politiche e ha inoltre spiegato di non rinnegare il Patto del Nazareno siglato con Berlusconi 4 anni fa, ma che sarebbe invece pronto a siglarlo di nuovo domani mattinata.

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A due settimane dalle elezioni, il segretario del Pd è convinto della vittoria del centrosinistra il prossimo 4 marzo e nel corso di un’intervista concessa a Lucia Annunziata a Mezz’ora in più, ha dichiarato anche che sarebbe pronto a siglare un altro Patto del Nazareno: “Il Pd ha un obiettivo che credo sia a portata di mano: essere il primo partito e il primo gruppo parlamentare”. Commentando l’endorsement di Romano Prodi per la lista “Insieme” e per il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, Renzi ha invece evidenziato: “Prodi ha detto che, mentre c’è una sinistra radicale, quella di Grasso e D’Alema, che ha rotto l’unità e rischia di far vincere la destra – ogni voto a D’Alema avvicina Salvini a Palazzo Chigi – c’è una coalizione di centrosinistra da sostenere. Non posso che esserne contento. Non c’è nulla di personale. Nessun fastidio per la mancata menzione, quello che abbiamo fatto in questi anni al governo non lo cancella nessuno. I risultati di questi anni non ce li porterà via nessuno”.

Nel corso dell’intervista, Renzi ha inoltre smentito le indiscrezioni che raccontavano di forti scontri tra lui e i ministri del governo Gentiloni: “Nessuna polemica con i ministri. Gentiloni, Minniti, Delrio, Orlando hanno fatto parte del mio governo, sono la squadra che io ho scelto. Il premier potenziale lo decide il presidente della Repubblica, è chiaro che Paolo Gentiloni potrà giocarsi le carte. Non litigheremo mai su questo fra di noi”.

Per quanto riguarda il famigerato “patto del Nazareno”, Renzi ha dichiarato: “Il patto sulle riforme con Berlusconi lo rifarei domani mattina. Rivendico di aver firmato l’accordo sulle riforme costituzionali , ma nessun inciucio. Forza Italia non ha mai votato la fiducia al governo. Ha votato la fiducia a Monti e Letta, ma mai al mio. Io sulle riforme lanciai un appello anche a Beppe Grillo”.

Stando alle risultanze dei sondaggi condotti a due settimane dal voto, l’opzione delle larghe intese è tornata al centro del dibattito pubblico. Per Renzi, però, “in questa legislatura ci sono state perché nessuno ha vinto le elezioni e Berlusconi e Bersani si sono messi d’accordo per far nascere un Governo. Ora l’obiettivo del Pd è cercare di vincere, cosa difficile con questa legge elettorale e dopo il No al referendum. Ma il Pd non può stare insieme al centrodestra dove il leghismo fa da traino, ma neanche con i 5 Stelle”. Per Renzi, “M5S e Lega sono due estremismi, vorrei che fosse chiaro che chi li vuole fermare, non può che votare il Pd, anche se non apprezza tutto ciò che abbiamo fatto. La stabilità del paese non vale l’accordo con estremisti, perché non c’è nessuna stabilità politica se dai il paese agli estremisti”.

“Ci sono 70 seggi borderline, dipendono da un 1-2 per cento, in cui anche soltanto un lieve spostamento fa la differenza. Ecco perché io lancio un appello al voto moderato perché non si faccia ostaggio di Salvini, ma anche alla sinistra radicale perché davvero ogni voto a LeU va a Berlusconi e Salvini, non perché loro siano leghisti, tutt’altro, ma con questo sistema di collegi funziona così”, ha concluso Renzi.

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QUALCOSA È ANDATO STORTO

19 Febbraio 2018 Nessun commento
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di maio-L’inchiesta che fa tremare i partiti

19 Febbraio 2018 Nessun commento
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luigi di maio-L’inchiesta che fa tremare i partiti.

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L’inchiesta che fa tremare i partiti-il blog delle stelle.

19 Febbraio 2018 Nessun commento

“A me i vigliacchi non sono mai piaciuti”. Queste sono le parole di Michele Liguori nel suo letto poco prima di morire.

di Luigi Di Maio

“A me i vigliacchi non sono mai piaciuti”. Queste sono le parole di Michele Liguori nel suo letto poco prima di morire. Michele faceva il vigile urbano ad Acerra, è morto di tumore, perché non si è mai arreso e ha sequestrato una discarica abusiva dopo l’altra. Ha combattuto contro l’avvelenamento della terra. Lo hanno isolato, messo a fare il guardiano nel nulla. Lo accusavano di eccesso di zelo, mentre la notte riceveva telefonate di minacce.

Roberto Mancini, poliziotto, muore di tumore perché ha indagato e scoperto la “Terra dei fuochi”. Il primo poliziotto che aveva scoperto la devastazione e la morte, gli intrecci tra camorra e politica. Lo Stato lo risarcirà con soli 5000 euro per la sua malattia, per il suo tumore. Poi, anche grazie al lavoro della mia collega Roberta Lombardi e di esponenti della società civile, Mancini verrà riconosciuto vittima del dovere. Solo dopo. La sua inchiesta, però, era finita in un cassetto e dimenticata. Un’inchiesta datata 1996! Si sarebbe potuto evitare il disastro, invece qualcuno ha preso l’informativa di Mancini e l’ha chiusa a chiave in un cassetto.

Nei cassetti della commissione d’inchiesta sulle Ecomafie c’era anche la deposizione fatta nel 1997 (un anno dopo l’indagine di Mancini) di Carmine Schiavone, boss dei casalesi pentito. Carte che raccontavano nel dettaglio lo smaltimento illecito dei rifiuti. Carte che sono state coperte dal “segreto di Stato” fino al 2013. Mi ricordo di quando, con un sentimento di liberazione, ho potuto pubblicarle e renderle accessibili affinché tutti le potessero leggere.

Chi ha isolato Liguori? Chi ha chiuso le inchieste nei cassetti?

Ma arriviamo ad oggi, arriviamo al punto in cui si discute non del perché dirigenti, politici incontrano un ex boss della camorra (ormai pentito, che ha scontato 21 anni di galera, che ha aiutato i magistrati nelle principali inchieste sui rifiuti) ma del metodo con cui una testata giornalistica conduce un’inchiesta. Un’inchiesta sui rifiuti, di come ci siano sempre di mezzo camorristi, imprenditori e politici.

Questa inchiesta scuote le fondamenta non soltanto della Campania ma di tutta l’Italia. I TG aprono con altre notizie, e non si rendono conto che milioni di italiani stanno seguendo con attenzione l’inchiesta. A breve uscirà la terza puntata e vedremo come avviene la corruzione, ancora una volta. Tutti sapevano ma nessuno mai prima d’ora aveva filmato lo squallore di coloro che ammazzano la propria terra e i propri figli.

Mi accusano di usare la parola assassini, e cosa altro possono essere tutte le persone che condannano ad una morte lenta e dolorosa per tumore i miei concittadini? Cosa sono quelle persone che condannano a morte per tumore anche i bambini solo per arricchirsi?

Ma la mia è terra di dignità. Di cittadini coraggiosi che lottano con e per la Giustizia. Ieri leggevo di come i ragazzi di Fanpage quando hanno ordinato una pizza hanno ricevuto anche un biglietto unto di olio scritto a mano dalla pizzeria: un piccolo omaggio per tutto quello che state facendo per la questione dei rifiuti.

Ecco, mentre la politica lottizza i telegiornali, cercando di coprire l’inchiesta, mentre Tommaso Cerno prova a screditare Fanpage per difendere De Luca (e ricordiamoci che Cerno, ex condirettore di Repubblica e direttore Espresso, è attualmente candidato PD) la gente normale, coloro che vanno a lavorare, prendono carta e penna e scrivono incoraggiamenti a chi prova a cambiare la società per davvero.

Questo la politica non può e non potrà mai vedere: la gente normale, la dignità di coloro che lavorano e lottano ogni giorno per portare il pane a tavola. La gente che va avanti senza mai piegare la testa mentre gli altri, quelli bravi a fare “gli eroi di carta” inquinano e giustificano.

Noi stiamo in mezzo alla gente, e tra i cittadini voglio rimanere. Al fianco dei giornalisti coraggiosi e non di quelli che devono inchinarsi ad un partito, al fianco dei medici che curano e provano a dare vita speranza ai malati di tumore, perché in Campania c’è il più alto tasso di morte per tumore tra gli uomini che nel resto d’Italia (fonte), al fianco dei giovani che cercano un lavoro e quelli che emigrano, perché la maggioranza è gente che ha dignità e non si arrende mai. La verità è semplice: non riusciranno a liberarsi di noi perché è difficile vincere con chi non si arrende mai!

Embraco rifiuta la proposta del governo: salta la trattativa su 497 licenziamenti. -il fatto quotidiano.

19 Febbraio 2018 Nessun commento

Calenda: “Gentaglia. Non li ricevo più”.
La società brasiliana aveva annunciato il licenziamento della maggior parte dei 527 dipendenti dello stabilimento di Riva di Chieri , in provincia di Torino. “Ho parlato per telefono con l’azienda e ho spiegato che la loro proposta, sul passaggio dei lavoratori al part-time, non è accettabile”, ha detto il ministro dello Sviluppo economico. Dai vertici di Whirlpool, però, è arrivato il pollice verso. Il ministro: “Ne ho fin sopra i capelli”


di F. Q. | 19 febbraio 2018

Li chiama “gentaglia” e annuncia di non avere più intenzione di riceverli. Salta la trattativa tra il governo ed Embraco, l’azienda brasiliana che aveva annunciato 497 licenziamenti tra i 527 dipendenti dello stabilimento di Riva di Chieri , in provincia di Torino. “Ho parlato per telefono con l’azienda e ho spiegato che la loro proposta, sul passaggio dei lavoratori al part-time, non è accettabile”, ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, a margine di una conferenza stampa spiegando di aver fatto a Embraco una controproposta “sul ritiro dei licenziamenti e il passaggio alla cassa integrazione per avviare un processo di reindustrializzazione” dicendosi anche disponibile “a scrivere una lettera di mio pugno rassicurandoli se hanno dubbi”.

E invece dai vertici di Whirlpool (che controlla Embraco) è arrivato il pollice verso, confermando l’idea di trasferirsi in Slovacchia. “Embraco ha risposto negativamente, si conferma un atteggiamento di totale irresponsabilità dell’azienda. Le loro motivazioni dimostrano una mancanza di attenzione al valore delle persone e alla responsabilità sociale dell’impresa”, ha detto Calenda. “Adesso – ha aggiunto il ministro – non ricevo più questa gentaglia perché onestamente ne ho avuto fin sopra i capelli di loro e dei loro consulenti del lavoro italiani che sono qua”.
Ma perchè la multinazionale che produce compressori per i frigoriferi della Whirlpool non intende trattare sui quasi 500 licenziamenti annunciati nelle scorse settimane? “Dicono – spiega sempre il ministro dello Sviluppo economico – che devono per forza licenziare ora perché altrimenti hanno un problema con la borsa: non mi era mai capitato di sentirlo. Ci troviamo di fronte al peggior caso di una multinazionale che dimostra totale mancanza di sensibilità nei confronti del lavoratori e totale mancanza di rispetto nei confronti del governo. Ne prendiamo atto ed agiremo di conseguenza. Nel frattempo attiviamo urgentemente un lavoro con Invitalia per cercare di trovare un percorso di reindustrializzazione in tempi molto brevi perché abbiamo poco piu di un mese di tempo”. Domani Calenda sarà sarà Bruxelles per incontrare il Commissario Ue Vestager.

“Sottoscrivo le parole del ministro Calenda. C’è un atteggiamento di totale irresponsabilità verso 500 famiglie più quelle dei fornitori, verso la comunità piemontese e il governo”, è il commento del governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino, al termine dell’incontro al Mise. “Non credo – ha aggiunto l’ex sindaco di Torino – che abbiamo calcolato bene le ripercussioni di mercato che questa loro irresponsabilità sociale potrà avere sulla azienda stessa e sulla sua capacita di stare sul mercato”.

di F. Q. | 19 febbraio 2018

Napoli, la minaccia di Vincenzo De Luca: “Da Fanpage operazione camorristica. Vi faremo ringoiare tutto”-il fatto quotidiano.

19 Febbraio 2018 Nessun commento

Il governatore della Campania, in un video su Facebook, attacca la testata dell’inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti che ha coinvolto – e portato alle dimissioni – suo figlio Roberto, assessore al Bilancio al Comune di Salerno. E invita Di Maio e Grasso a una sfida pubblica di F. Q. | 19 febbraio 2018

“Aggressione mediatica pseudogiornalistica contro di noi alla vigilia di una campagna elettorale delicata. Una operazione camorristica e squadristica che parte dal tema della gestione dei rifiuti”. Ha scelto il suo profilo Facebook Vincenzo De Luca per attaccare Fanpage e l’inchiesta giornalistica che ha portato alle dimissioni di Roberto De Luca, assessore al Bilancio del Comune di Salerno, secondogenito del governatore della Campania nonché protagonista della seconda puntata del servizio della testata web napoletana. L’ex sindaco di Salerno, quindi, per l’ennesima volta ha accusato la stampa di operazioni camorristiche contro la sua amministrazione. Oggi, però, il politico del Pd ha corredato al suo attacco anche una minaccia: “Vi faremo ringoiare tutto” ha detto nel video di 10 minuti pubblicato sul social network. Obiettivo dell’avvertimento? “Chi ha messo in piede questa aggressione mediatica e a quelli che si sono prestati” ha specificato il diretto interessato.

Nel filmato, inoltre, De Luca ha ricordato come “noi stiamo buttando fuori la camorra e tutti gli interessi oscuri”, per poi sottolineare che “il significato di questa operazione è esattamente il contrario di quello che vogliono fare apparire: è la reazione dei delinquenti e dei camorristi a un’operazione di pulizia che stiamo facendo in Campania, dove per la prima volta stiamo cacciando la camorra in relazione ai rifiuti”. Secondo De Luca, l’inchiesta di Fanpage “è una vergogna nazionale“. “Ma quale giornalismo? – ha detto il governatore – Viene ingaggiato un camorrista, uno che si presenta mascherato, un signore che fa un’intervista a mio figlio e parla solo lui di cose che non c’entrano niente, cerca di tirare in ballo la Regione, le ecoballe e le gare. È una cosa vergognosa – ha aggiunto – ci dovremmo vergognare in Italia per il fatto che ci sia spazio per operazioni di vero squadrismo. A che punto è ridotta la democrazia italiana? Siamo arrivati al punto che una persona perbene deve vivere nella paura di sabotaggi, di manovre occulte. Ti può arrivare in casa un camorrista con telecamera nascosta – ha aggiunto – che viene a fare una registrazione, un’operazione di violenza privata“.

Per De Luca, inoltre, l’inchiesta giornalistica non produrrà nessun tipo di conseguenza: “Cosa ha portato alla luce? Parla solo lui per cercare di confondere le acque – ha attaccato – La gente normale ormai se ne scappa dalle istituzioni e dalla vita pubblica per questo sistema di aggressione mediatica continua al quale fai fatica a rispondere in tempi brevi con migliaia di titoli diffamatori”. De Luca ha spiegato che in Campania “stiamo vivendo una resistenza, ci sentiamo partigiani in difesa dei valori di dignità e libertà umana. Sono anni che va avanti una vita pubblica fatta di calpestamento della dignità delle persone senza che ci sia una reazione adeguata. Su questo piano l’Italia arriva davvero alla barbarie“.

Nel video di Vincenzo De Luca, infine, non sono mancate le accuse ai suoi avversari politici, in particolare a Luigi Di Maio (uno dei suoi obiettivi preferiti) e a Piero Grasso. Il primo è stato invitato (ma forse sarebbe meglio dire sfidato) a “un dibattito pubblico dove, come e quando vuole e sulla materia che vuole lui. Mi piacerebbe avere un dibattito con questo giovanotto che intasca 15mila euro al mese e parla contro la casta”. Un invito esteso anche al presidente uscente del Senato: “Ho visto le sue dichiarazioni e c’è da vergognarsi” ha detto Vincenzo De Luca, secondo cui Piero Grasso non ha speso una “parola sui camorristi che vengono a fare operazioni di aggressione e finto moralismo da quattro soldi. Sfido anche questo nostro amico a un dibattito pubblico in diretta – ha aggiunto – rigorosamente senza registrazioni e tagli, sui temi della moralità pubblica”. De Luca, come detto, ha concluso il messaggio video promettendo di “far ringoiare tutto a chi ha messo in piedi e a quelli che si sono prestati a questa aggressione mediatica”.

LA7-COM’ERA L’ART 18

19 Febbraio 2018 Nessun commento
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“Ma mi faccia il piacere”: di Marco Travaglio Pubblicato su 19 Feb 2018 da infosannio

19 Febbraio 2018 Nessun commento

di Marco Travaglio da Il Fatto Quotidiano 19 febbraio 2018

(pressreader.com) – di Marco Travaglio da Il Fatto Quotidiano 19 febbraio 2018 – Il selezionatore. “Noi facciamo una selezione prima, a noi non succede come a M5S, di avere sorprese dopo” (Matteo Richetti, portavoce del Pd, Dimartedì, La7, 13.2). I suoi arrivano già mangiati.

I soliti Casini. “Con grande rispetto per un bolognese doc, a me di fare l’accordo con Pierferdinando Casini non me ne frega nulla! Non mi interessa! Non c’ho niente contro Casini, è simpatico, ci si sta bene. Ma scusate, che senso ha dire ‘abbiamo casini perchè almeno prende il voto dei moderati’? Questa me la spiegate!” (Matteo Renzi, aspirante leader Pd, tre giorni prima delle primarie del centrosinistra, 22.11.2012). “Casini è il candidato a Bologna della nostra coalizione, che mette insieme Casini e Bonino” (Renzi, Circo Massimo, Radio Capital, 10.1.2018). Questa me la spiegate.

Democrazia rappresentativa. Lilli Guber: “Gli elettori in che collegio la possono trovare?”. Emma Bonino (leader +Europa): “Non me lo ricordo” (Ottoemezzo, La7, 14.2). I famosi radicali liberi.

L’alternativa. “Berlusconi a Salvini: ‘Tu ministro’. ‘No, sarò premier’” (la Repubblica, 18.2). Comunque vada, sarà un successo.

Family Day. “Berlusconi firma il patto pro mamme” (il Giornale, 18.2). Purchè gli portino le figlie.

La puzza che tira. Matteo Renzi (segretario Pd): “Non credo di puzzare, eppure nessuno vuole incontrarmi per un confronto all’americana”. Myrta Merlino: “È vero, Renzi non ha un profumo particolare ma non puzza” (L’aria che tira, La7, 12.2). Appello a Di Maio, Meloni, Grasso e Salvini: fategli la carità, incontratelo, ha solo un profumo particolare, chiedete a Berlusconi che lo inala sempre.

Dissintonia tetragonale. “I 5 Stelle hanno tutte le capacità di governare il Paese. Il problema è se vogliono governare l’Italia in qualche modo con una formula tetragonale che contiene in sé ogni risposta, in dissintonia con le complessità e con le problematiche che questo Paese mostra, in un contesto continentale che ci impone delle scelte perchè siamo in ritardo di trent’anni su grandi scelte del Paese che abbiamo rinviato” (Tommaso Cerno, ex condirettore di Repubblica, candidato col Pd, Zapping, Radio Rai, 15.2). Ma, beninteso, con scappellamento a destra.

Il ballo del massone. “Quando mi affacciai a questo mondo (la massoneria, ndr), fui spinto dall’amore per la cultura, per l’arte e la storia d’Italia… personaggi come Croce, Voltaire, Mozart, Wilde, Doyle, Totò, Fermi, Carducci, Bixio, Beccaria, Mazzini e tanti altri mi hanno determinato a cercare di capire cosa li unisse e il pensiero che hanno condiviso… La massoneria era un hobby” (Catello Vitiello, candidato M5S, 11.2). La prossima volta, dài retta: meglio collezionare francobolli.

Se potessi avere. “Io ho portato le pensioni minime a mille lire al mese! E allora bastavano” (Berlusconi, presidente FI, alla Confcommercio, 13.2). Sempre in forma, il ragazzo.

La banda degli onesti. “Abbiamo trovato il modo di arrivare a 270 miliardi di coperture” (Berlusconi, il Giornale, 16.2). La tipografia di Totò e Peppino.

Bau. “Io vado molto al cinema, mi piace: sono un cinofilo” (Ignazio La Russa, L’aria che tira, La7, 9.2). Poi va al ristorante cinese perchè è un cinefilo. E porta a spasso il cane perchè è un sinologo.

Benedetto compagno. “Il voto più a sinistra che abbia mai dato è stato per Mario Monti” (Benedetto della Vedova, candidato della lista +Europa alleata col Pd, Corriere della sera, 10.2). Era troppo a destra anche per Berlusconi, quindi l’ha chiamato Renzi.

Il Partigiano Silvio. “Durante la Guerra Mondiale io dovetti lasciare Milano, sfuggii ai bombardamenti e andai per tre anni in un paesino vicino a Como: feci il contadino. Imparai a mungere le vacche a 8 anni, mungevo le vacche a otto anni!, e venivo pagato con una calderola di caciada, latte rappreso, lo yogurt di allora. Tutto ciò mi ha dato una cultura privilegiata” (Berlusconi alla Confartigianato, citato da http://www.nonleggerlo.it, 14.2). E, da questi traumi infantili, si capisce tutto.

Il titolo della settimana/1. “I guai dei grillini. Figuraccia sul massone in lista. Vitiello è affiliato a una loggia” (il Giornale, 12.2). Mica tutti possono permettersi uno della P2.

Il titolo della settimana/2. “Sui moralismi grillini aveva ragione De Luca” (Il Foglio, 14.2). Infatti il giorno dopo gli hanno indagato anche l’altro figlio, l’unico membro della famiglia che ancora non lo era. Il rag. Cerasa porta sempre buono.

MASSIMO TROISI-Il Fatto Quotidiano 19 Febbraio 2018

19 Febbraio 2018 Nessun commento

Il compleanno Massimo Troisi
Oggi uno degli interpreti più importanti del teatro e del cinema italiano avrebbe compiuto 65 anni. In rassegna la sua filmografia

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